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Sanremo 2021, le parole di Mogol dopo la decisione del governo

Anche il celebre paroliere si schiera contro la possibilità di inserire i figuranti all’interno del teatro Ariston

La fitta discussione sulla possibilità di portare il pubblico all’interno del Festival di Sanremo 2021 sembra essere giunta a una quasi conclusione. Manca ancora un mese al 2 marzo, cioè all’inizio della 71° edizione della kermesse canora, ma dopo alcuni giorni di aperta diatriba tra Rai, governo e Cts pare sia arrivata la soluzione.

Amadeus, il direttore artistico, nonostante i primi accenni rivolti a probabili dimissioni, ha deciso di rimanere fedele al proprio ruolo. Non abbandonerà Sanremo in balìa delle polemiche e rimarrà a condurre lo spettacolo per tutte e cinque le serate, anche senza pubblico. Una decisione sofferta, evidentemente, ma decisamente inevitabile. Soprattutto in riferimento ai centinaia di lavoratori che ogni anno lavorano grazie alla grande macchina organizzativa che è il Festival della canzone italiana.

La Rai e Amadeus si rimettono, dunque, alle decisioni che il Comitato tecnico scientifico deciderà di prendere nelle prossime ore. Intanto proprio ieri i tecnici hanno stilato il protocollo anti-Covid per gli artisti e gli staff che presenzieranno durante la settimana sanremese. Linee guida ferree e precise. Il tutto per evitare contagi e possibili focolai all’interno di quello che dovrà essere lo spettacolo televisivo dell’anno.

No ai figuranti all’Ariston: parla Mogol

Intanto, sulla scia delle dichiarazioni fatte dal Ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, si è espresso anche il paroliere e produttore discografico, Giulio Rapelli, in arte Mogol. La diatriba che si è venuta a creare negli ultimi giorni riguardava proprio la possibilità di far entrare all’interno del teatro Ariston, in qualità di claqueur, un pubblico di figuranti ridotto nella sola platea.

Contro alla decisione si sono espressi il ministro Franceschini, ma anche diversi lavoratori dello spettacolo che a causa delle chiusure imposte dalla pandemia, da un anno sono senza lavoro. Una beffa, per loro, portare all’interno del teatro Ariston (catastato proprio come teatro e non studio tv dove invece è possibili far entrare figuranti) un pubblico.

A loro favore anche il presidente della SIAE, Mogol, che nella giornata di ieri ha avuto un confronto proprio con il ministro.

L’Ariston è un teatro e come tutti gli altri è sottoposto alle limitazioni imposte dalla pandemia. Viviamo un periodo difficile e nessuno deve essere messo a rischio: le regole devono essere uguali per tutti, non servono certo forzature

Infine, il celebre scrittore ha espresso solidarietà a tutti quei settori che hanno subito gravi perdite a causa della pandemia. E ha auspicato al ministro un ritorno rapido in scena in sicurezza.

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