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Televisione

Italia’s got talent: Dubbi sulla povertà della bambina di strada

Sabato scorso a Italia’s got talent ha partecipato Syria Luongo, una bambina di 9 anni di Pinerolo che ha fatto emozionare giudici e telespettatori con il suo talento da ginnasta e le profondissime parole strappa lacrime. Syria si è presentata come artista di strada che vive nella povertà ma nonostante tutto riesce ad essere altruista e a non sentirsi più sfortunata degli altri.

Io sono tra quelli che si sono commossi sabato scorso, sinceramente ho sospettato che il discorso fosse stato “aggiustato” da un adulto ma non ho pensato alla montatura della storia.

Ho letto con dispiacere un commento di un utente di Pinerolo sul blog di DavideMaggio, si dice che Syria abita in una bella casa e che sua mamma lavora in comune. Nello stesso articolo un’altro utente di Pinerolo sembra invece confermare la versione dell’artista di strada. Anche in una discussione su Yahoo Answer, una persona di Pinerolo ha dubbi sulla povertà della piccola. Incuriosito sulle verità ho scoperto su Tvglobo che Syria è iscritta alla Federazione Ginnastica d’Italia, le scuole di ginnastica artistica come è risaputo non sono gratis!

La verità? Avranno per caso inventato tutta la storiella della bambina povera prendendoci in giro per l’ennesima volta? A quanto pare i giudici vedono i concorrenti per la prima volta durante l’esibizione, di conseguenza se ci fosse stata una montatura non sarebbe stata architettata da Maria De Filippi. (Dando per scontato che i concorrenti non vengano realmente visti prima)

Nell’era di Internet raccontare storielle sperando di non essere scoperti è ridicolo. Purtroppo non possiamo sperare che la televisione faccia luce sulla verità e ci possiamo affidare solo alle testimonianze dei navigatori di Pinerolo, sperando che arrivino numerosi..

9 Comments

9 Comments

  1. Nicole

    29 gennaio 2012 at 17:46

    Avete mai pianto un solo giorno per qualcuno o qualcosa di non vostro?
    Avete mai consolato la vostra mamma piangere perché non sapeva come andare avanti?
    Non riesco a trovare né le forze né le parole per scrivere, ma qualcosa di più grande mi porta a farlo.
    Dunque, mi rivolgo a voi, ad ogni singola persona che mi legge in questo momento.
    Non sono qui per cambiare le idee a nessuno ma semplicemente se volete tutti la verità, la troverete SOLO in queste righe.
    Comincio con il parlare dell’esibizione di Sirya (e non sYria come tutti erroneamente scrivono) del giorno 21/01/2012 ad “Italia’s got talent, analizzando ogni singola battuta da voi ascoltata nella puntata.
    Dopo i saluti iniziali Maria chiede a Sirya: “Cosa ci fai vedere?” Sirya: “Vi faccio vedere la mia arte che faccio per strada”. Ora qualcuno mi dica, cosa c’è di non vero in questa frase?
    Sirya si è esibita molte volte per le piazze con questo tipo di performance corporeo ma anche col fuoco e molto altro, per coloro che negano ciò confermo di avere foto che lo testimoniano.
    La conversazione continua… Maria: “Ah!, vivi per strada?” Sirya: “Si…”.
    Sirya si è presentata al programma non come ginnasta, ballerina, attrice o barbona ma in qualità di Artista di strada, ciò non vuol dire che lei non abbia un tetto, una famiglia o che viva sotto un ponte (come la maggior parte dei Blog, e persone hanno malinteso) ma che nella sua vita da ARTISTA DI STRADA si è ritrovata molte volte a dover trascorrere le sue giornate in una piazza o in una via danzando e condividendo il poco che aveva con il prossimo, senza mai chiedere nulla ma soltanto offrendo la sua arte.
    Parlando con Sirya un giorno lei mi disse queste parole: “…Intanto non ho mai detto di non avere una casa, se come casa la gente intende il luogo materiale, bene sì quello ce l’ho, ma per me la casa è il mondo, il cielo è il mio tetto e la strada è il mio letto”.
    Maria: “Ti senti diversa dalle altre bambine, meno fortunata? Sirya: “No, meno fortunata assolutamente no!” Sirya ha visto con i suoi occhi chi è nato nella sofferenza e che senza l’aiuto di chi guarda il male con indifferenza senza fare del bene probabilmente morirà senza aver avuto mai un poco di fortuna nella propria vita.
    È difficile ragionare con i bambini “adulti” e credere alle loro parole, poichè si è abituati a bambini ai quali tutto è concesso, cresciuti nell’abbondanza e nella ricerca del superfluo ma credetemi, vi metto alla prova: affrontate una conversazione di anche pochi minuti con Sirya e rimarrete stupiti di quanto la sua mente possa arrivare lontano, nulla è programmato nelle sue parole, è tutto frutto del suo vissuto!
    Finita l’esibizione Maria domanda a Sirya: “Senti, e se vinci?”… Sirya risponde: “Se in caso vinco, i soldi che prendo non voglio tenerli per me!, voglio aiutare anche le persone povere…”, forse si rimane sbalorditi da una frase del genere perché AIUTARE oramai non è più una cosa comune, in particolare nel mondo occidentale, ci preoccupiamo solo del nostro, corriamo tutti i giorni e cerchiamo di capire come avere sempre di più; qualcuno sente parlare attraverso i mezzi di comunicazione, di Povertà, ma nessuno se ne interessa, pochi fanno davvero qualcosa, appaiono tutti come problemi lontani ai quali ci si sente un pochino impotenti ed allora si preferisce non parlarne, tornare sul proprio cammino ignorante di tutti i giorni, e se qualcuno come una bimba di nove anni ci fa riflettere, allora la si accusa chiamandola “traditrice”, “ingannatrice”, “falsa”… parole forse troppo grandi queste, per giudicare ciò che non si conosce.
    Con i piccoli risparmi Sirya con la sua famiglia ha già inviato qualcosa ai bambini poveri, anche poco, ma pur sempre tanto per chi non ha nulla.
    Interviene Gerry: “E con la scuola come fai?”
    Sirya: “No, vado a scuola!”
    Maria: “E come vai a scuola?”
    Sirya risponde con spontaneità: “A piedi!”, Sirya continuando a suscitare il sorriso, afferma di andare a scuola, come è giusto che sia.
    Durante la sua esibizione mostra un telo con la scritta “That’s the way it is” il quale spiega successivamente, dicendo: “Allora… that’s the way it is, vuol dire: così stanno le cose, significa che…Io…vedo la domenica mattina un papà o una nonna (figure che ha sempre visto nelle piazze ma che nella vita di Sirya sono state svolte dalla sua mamma e dalla sua sorella) andarsi a prendere il gelato no? ed invece vedo me stessa, o anche un’altra persona povera che è lì a guardare e magari è più povera di me… (Sirya non sta dicendo di essere povera, ma fa’ un paragone tra chi a tutto e di più, e chi invece risparmi quella monetina del gelato per chi come dirà successivamente e “molto molto molto” più povero di lei, riferendosi ai bambini che ha visto stare male o morire poichè non avevano i soldi per comprare le medice per curarsi da malattie, come la malaria, in Viet Nam)…”
    Continua Sirya: “Vorrei porgervi una domanda: quando voi avevate nove anni pensavate alle persone povere? e a chi soffre?” credo che ognuno di noi dovrebbe avere una Sirya dentro di sé e porgersi questa domanda!
    Nessuno ha chiesto a Sirya dove avesse imparato alcune delle cose che sa fare, nessuno le ha chiesto se andava in una palestra o luoghi simili, ma come afferma lei nell’articolo di giornale uscito il giorno 24/01/2012 su “La Stampa” della provincia di Torino: “Mi alleno fino da quando avevo tre anni, poi a quattro e mezzo sono entrata in una squadra di ginnastica artistica”. Un pittore che si rispetti non può comprarsi un pennello? un musicista il suo strumento? ed un artista di strada, come lo è Sirya, non può condividere il suo cappello con una passione, per far crescere il suo talento da ginnasta, con il quale continuare a donare, se non altro, un sorriso?
    Nessuno ha neanche, giustamente, chiesto a Sirya quale fosse la professione di sua mamma, o come fosse costituito il suo nucleo familiare?
    E’ forse una avversità se la mamma di Sirya dopo tante fatiche sia riuscita a trovare, da poco più di un anno a questa parte, un posto di lavoro presso il comune di Pinerolo con il quale affrontare le spese di ogni giorno e migliorare la Nostra condizione di vita dopo tanti anni in strada?
    Sì, avete letto bene ho scritto Nostra.

    Se ho deciso di scrivere questa lettera, é anche perché ho avuto molte domande da parte vostra, dal web, ma la cosa che mi ha toccata in maggior modo il cuore, e che mi ha spinta a scrivere è che qui è in discussione la vita di una bambina, non di una bambina qualsiasi, ma di colei che ho cresciuto con mia mamma e col mio amore, Sirya Luongo, mia Sorella.

  2. supermaste

    29 gennaio 2012 at 18:07

    Buonasera Nicole e grazie per avere lasciato il suo commento. Durante il programma tutti avevamo percepito una situazione diversa, considerando che non sarebbe stata la prima volta in cui in televisione si proponevano storie “ritoccate”, tutto il web si è mosso per scoprire la verità. In realtà sono stati alcuni residenti di Pinerolo a mettere dubbi. Tutto quello che ha letto su questo sito e sul web non è contro Sirya ma contro una televisione che troppo spesso “ritocca” la realtà per aumentare gli ascolti.
    Mi dispiace molto ma l’intenzione era solo quella di scoprire la verità e non un attacco a sua sorella.

    • enrico

      29 gennaio 2012 at 22:02

      REPLICA A SUPERMASTE. Buonasera. Anch’io sono contro quella tipologia di “tv ritoccata” , che avete descritto nelle vostre righe di replica. La situazione però nel web è successivamente degenerata – anche con falsità – e penso che ora sarebbe doveroso da parte vostra mettere in circolo anche le righe della sorella di Sirya, voi che avete “audience” sul web. Altrimenti se no rischiate di contribuire ad alimentare pure voi – senza farlo apposta – quel circolo mediatico vizioso (e falso) che in realtà volete combattere.

      Ho avuto modo di conoscere la bambina e la famiglia e posso confermare che certe affermazioni trovate successivamente sul web (del tipo “la bambina percepisce cachet quando danza” oppure “alloggiano in alberghi di lusso quando sono in giro per il mondo” ) sono false!

      Saluti
      Enrico

  3. IO

    29 gennaio 2012 at 22:08

    Io non ho parole.
    I geniotori di questa bambina sono persone davvero senza ritegno, utilizzare così lìionnocenza di una bimba per scopi meramente economici o di fama. E lo stesso lo penso della televisione disposta a tiutto per fare alti share.
    Nel mio quartiere purtroppo c’è un campo, dove purtroppo vi sono tantiussimi bambini che vivono in fatiscenti baracche e vivono realmente per strada e che spesso la cena davvero non la vedono. Ciò è tristissimo in un Paese cosidetto “civile” come il nostro. E mi rattrista vedere che le autorità spesso sono cieche difronte a certe situazoni. Queste persone che hanno deciso di sfruttare l’immagine di qiuesta povera bimba evidentemente non hanno mai visto ovissuto nelle situazioni che hanno fatto voluto crederre con le parole che hanno messo in bocca alla piccola Sirya.
    Saluti, spero che questo avvenimento faccia riflettere relamente su i tanti bambini, spesso di etnia rom, ma non solo, che sono nati e vivono nel nostro paese che sono cvostretti a vivere senza una casa chge possa definirsi tale.
    Cordiali saluti,

  4. supermaste

    29 gennaio 2012 at 22:19

    Buonasera Enrico, la ringrazio per la sua testimonianza. Ha ragione, un articolo con le parole di Denise è d’obbligo.
    Comunque non sarebbe stato meglio fare esibire la piccola Sirya senza raccontare altro? Non bastava il suo talento?
    Ora sono convinto che non sia stata alterata la relatà ma sono anche convinto che in un programma chiamato “Talent” si debba parlare di talento..
    Come ho già detto prima, non credo che nessun blogger abbia mai avuto qualcosa contro Sirya, tutti hanno apprezzato il suo immenso talento, io mi auguro con tutto il cuore che vinca il programma perchè se lo merita.

    • enrico

      29 gennaio 2012 at 22:38

      Grazie, Supermaste, per la sua risposta. ( La sorella di Sirya si chiama Nicole, non Denise). Un saluto. Enrico

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