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E’ morto Giorgio Bocca, un simbolo del giornalismo italiano

Si è spento a Milano il giornalista Giorgio Bocca, dopo una breve malattia. Bocca era nato a Cuneo nel 1920, iniziò a scrivere già negli anni ’30. Durante la guerra si arruolò negli Alpini e dopo l’armistizio fu uno dei fondatori delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà.

Dopo la guerra riprese a scrivere, oltre che a collaborare con svariati giornali, fu anche uno dei fondatori del quotidiano La Repubblica. Al suo attivo anche moltissime opere tra cui: Storia dell’Italia partigiana (1966) Storia dell’Italia nella guerra fascista (1969) L’Italia Fascista (1973)Palmiro Togliatti (1973) La Repubblica di Mussolini (1977) Il terrorismo italiano 1970-78 (1978) Storia della Repubblica italiana – Dalla caduta del fascismo a oggi (1982) Il provinciale. Settant’anni di vita italiana (1992) L’inferno. Profondo sud, male oscuro (1993), Metropolis (1994); Piccolo Cesare (2002) Le mie montagne (2006) E’ la stampa, bellezza (2008).

Tra gli anni 80-90 anche una lunga esperienza televisiva nelle reti Finivest dove Bocca ideò e cundusse vari programmi.

Una dichiarazione di Giorgio Bocca nel 2007 in un’intervista a l’Espresso: “Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore“.

Probabilmente aveva ragione..

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