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Simona Ventura, altra critica a Venier e d’Urso: l’affondo è pesante

SuperSimo ha di nuovo pizzicato le colleghe: continuano i botta e risposta a distanza con la conduttrice di Domenica In

Altra intervista, altra stoccata: Simona Ventura è tornata a pungere Mara Venier e Barbara d’Urso, due colleghe con le quali non è mai scattato il feeling. La conduttrice di Chivasso, chiacchierando con il Corriere della Sera in vista del suo debutto alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – parteciperà con il documentario  ‘Le 7 giornate di Bergamo‘ nella sezione Proiezioni Speciali -, a domanda diretta sulla napoletana e sulla veneziana ha di nuovo attaccato. Tutto è nato da una sua battuta social: quando qualcuno le ha chiesto chi preferisse delle due presentatrici, ha replicato “la pizza”.

Non si è fatta attendere la controreplica di ‘Zia Mara’. La Ventura, pochi giorni dopo l’uscita della ‘pizza’, si è resa protagonista di una gaffe epica: Luca Argentero ha omaggiato le 40 medaglie azzurre delle Olimpiadi di Tokyo con un tweet. Lei ha pensato che l’attore compisse 40 anni e gli ha inviato gli auguri. La Venier, intercettato lo scivolone, non ha perso l’occasione di evidenziare l’errore. “Non avrà digerito la pizza”, ha scritto la conduttrice di Domenica In. Ora SuperSimo torna a ribattere.

Il Corsera le ha domandato di spiegare la battuta sulla d’Urso e sulla Venier. “Scelgo la pizza. Era una battuta – ha dichiarato Simona -. Però odio l’ipocrisia e racchiude il mio pensiero. Le donne in tv sono state le mie migliori amiche e le mie peggiori nemiche. Le cadute mi hanno aiutato a rialzarmi”. Insomma, tra le righe si legge una critica a Barbara e a Mara tutt’altro che velata e piuttosto pesante: ipocrisia. Appare piuttosto chiaro che la Ventura reputi le due colleghe, per certi versi, non sempre trasparenti. Si attende una ulteriore replica dalle dirette interessate.

Capitolo Festival di Venezia. Per la prima volta Simona sbarca alla kermesse da regista: “Vorrei fare un appello al mondo del cinema. A Venezia guardatemi senza pregiudizi. Anzi, guardatelo”. Come poc’anzi accennato presenterà il docu-film ‘Le 7 giornate di Bergamo’ che narra la settimana che c’è voluta per costruire, in tempi di record durante il lockdown, l’ospedale da campo con 142 posti letto anti Covid.

Il nosocomio è frutto del lavoro di artigiani, di volontari, di due spazzacamini e di molti alpini. Al loro responsabile sanitario Sergio Rizzini si deve l’idea del documentario. Ed è proprio su Rizzini che la Ventura si sofferma, parlando di un uomo caparbio. Quindi aggiunge: “Con i numeri di quei contagi, non sapeva se sarebbe tornato. Gli alpini sono bravi, ci capiamo, mio padre ha fatto una carriera militare”.

I progetti da regista non sono finiti qui: la conduttrice spiega che c’è già un’altra idea da sviluppare che riguarda un documentario sulle carceri. Quindi ricorda che non è la primissima volta che si avvicina al mondo cinematografico, avendo anche fatto l’attrice in due pellicole: ‘Fratelli coltelli’ di Maurizio Ponzi e ‘La fidanzata di papà’ accanto a Massimo Boldi. In quest’ultimo film “interpreto una nonna: spero di diventarlo il più tardi possibile, anche se non voglio diventare una Miss a 56 anni. Quei due film fanno parte del mio percorso, sono sempre stata aperta al nuovo”.

Si torna poi a parlare di piccolo schermo: per anni la Ventura è stata protagonista assoluta della tv italiana, poi alti e bassi. Come ha vissuto tali momenti e quale è stato quello più difficile da affrontare?

“Il momento più duro è stato quando ho preso il Covid e ho dovuto rinunciare alla serata finale dell’ultimo Sanremo con Amadeus e Fiorello. Polmonite bilaterale curata con tante medicine. Ho avuto successi e fallimenti. C’è chi ha creduto in me e chi voleva la mia testa. Perché? Non sono gestibile, sono un cane sciolto. Sono una diretta che non ha peli sulla lingua. Sul lavoro sono un uomo”.

A settembre sarà di nuovo in pista sulla tv di stato con ‘Citofonare Rai2’: 30 domeniche di intrattenimento con Paolo Perego. Così SuperSimo sulla compagna di Lucio Presta: “La stimo e le voglio bene, dalle 11 alle 13, per ritrovare l’allegria”.

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