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Claudio Amendola torna in tv con la seconda stagione di Nero a metà

È ufficiale: Claudio Amendola torna a indossare i panni del poliziotto Carlo Guerrieri nella fiction Nero a metà. Secondo quanto riportato da DiPiù Tv sono iniziate da poco le riprese per la seconda stagione della serie prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Netflix. Dopo il grande successo della prima stagione Claudio Amendola e Miguel Gobbo Diaz, nei panni dell’ispettore Carlo Guerrieri e dell’ambizioso Malik Soprani, faranno scoprire ai telespettatori nuovi aspetti della Roma mai raccontata. Infatti, anche in questa seconda stagione, verranno affrontati temi delicati come l’emarginazione, il razzismo e la diffidenza tra vecchie e nuove generazioni. Le riprese sono iniziate a maggio e si stanno tenendo in queste settimane nel cuore di Roma.

Nero a metà 2: confermato il cast della prima stagione

Come per la prima stagione, pure nei nuovi episodi vedremo come protagonisti della fiction Claudio Amendola e Miguel Gobbo Diaz nei panni dell’ispettore Carlo Guerrieri e del vice ispettore Malik Soprani. Confermata Rosa Diletta Rossi, nel ruolo di Alba Guerrieri figlia di Carlo. Rinnovato poi il ruolo per gran parte della squadra mobile della scorsa stagione: nel cast inoltre sarà presente Fortunato Cerlino, il famoso boss Savastano per i fan di Gomorra, che vestirà i panni di un poliziotto che soffre di attacchi di panico e poi Alessandro Sperduti, Margherita Vicario, Sandra Ceccarelli, Alessia Barela, Antonia Liskova, Angela Finocchiaro e Roberto Citran. Diretto dal regista Marco Pontecorvo, in questi nuovi episodi sarà finalmente svelato il mistero della scomparsa di Clara Guerrieri, moglie dell’ispettore, creduta morta dai suoi familiari.

Amendola spiega il grande successo di Nero a metà

In una intervista di Repubblica, Amendola ha spiegato come mai, a parer suo, la fiction abbia avuto un grande successo durante la messa in onda della prima stagione. Claudio ha voluto far capire al pubblico come l’ispettore che interpreta: “È inadeguato, certo non è un ipocrita. Guerrieri sa imparare e sa essere giusto, è cinico ma sa rapportarsi con gli altri”. Ha poi aggiunto: “Abbiamo cercato di raccontare la diffidenza, la piccola incapacità di essere onesti con se stessi. L’ispettore che interpreto è un po’ ruvido, allergico ai superiori, ma anche capace di tirare fuori le carezze; è un capo amato dalla sua squadra“.

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