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Heather Parisi, nuove parole sul vaccino. Telese non ci sta: lo scontro

La soubrette ha mostrato le sue rimostranze nei confronti della vaccinazione e il giornalista ha incalzato la star. Eccone i dettagli

Heather Parisi ha ribattuto all’articolo pubblicato da Luca Telese il 26 dicembre 2020 su Tpi inerente alla sua risposta in merito al vaccino. Il pezzo riporta il titolo “Heather Parisi non vuole vaccinarsi? Allora non ha diritto a curarsi negli ospedali italiani”.

Una provocazione che il giornalista ha fatto alla soubrette che recentemente ha dichiarato le sue dimostranze nei confronti di un vaccino per i suoi gusti ancora sperimentale. All’affermazione della Parisi, Telese ha risposto con “carta e penna” sottolineando come la celebrità non avesse le competenze per poter stabilire l’efficacia del siero. La riflessione del giornalista di Tpi ha toccato un punto cardine: se Heather non si fida del vaccino, non può farlo neanche dei medici, degli ospedali e delle cure italiane. Un ragionamento molto semplice dove lo stesso Telese ha scritto: “o si dubita di tutto, o si dubita di nulla”.

Inoltre il giornalista, dopo aver preso ad esempio il caso della poliomelite, ha evidenziato come la vaccinazione non sia un semplice atto individuale, ma un dovere collettivo che incide nel benessere comune. Oltre a Telese, anche Burioni ha detto la sua sulle parole della Parisi.

La risposta di Heather Parisi a Luca Telese

A questo proposito, la soubrette ha risposto prontamente al giornalista. Il tutto su Tpi. Dopo aver messo in luce il suo lato da “booney town”, ovvero un’americana che non bada a mettere fiocchetti quando parla, ha spiegato di non aver immaginato che la sua risposta del tutto spontanea potesse recare tanto fastidio. La Parisi ha dichiarato di aver semplicemente detto quello che pensava senza preoccuparsi del perbenismo che molto spesso circola tra i personaggi pubblici. E senza badare ai titoli giornalistici o a come sarebbe potuta risultare agli occhi dei loro pubblici.

Infine, ha confessato di non aver parlato senza prima essersi informata. In particolare Heather non sarebbe stata soddisfatta dalle risposte del documento ufficiale dell’AIFA sul loro sito, dal titolo “Domande e risposte EMA su Comirnaty”. Alla fine Heather ha incalzato Telese chiedendogli:

“Di fronte a questo quadro di informazioni, è davvero così sbagliato porsi qualche domanda e avere qualche dubbio? Perché accanirsi con tanta violenza contro chi lo vuole fare e dichiara di non volersi vaccinare? Tanto più che esiste un diritto di scelta legalmente riconosciuto?”

E ha anche aggiunto una provocazione in merito all’intervento dello stesso Luca Telese:

“Criminalizzare e condannare alla gogna mediatica chi fa una scelta diversa da quella ufficiale equivale a negare ‎qualsiasi diritto di scelta […]. Sono cittadina di Hong Kong (mentre non sono cittadina italiana) dove vivo da dieci anni e le autorità di qui hanno sicuramente abdicato su molti diritti civili ultimamente, ma non hanno mai sollevato alcun dubbio o reticenza sulla volontà di assicurare trattamento sanitario a ogni cittadino, indipendentemente da come la pensa sui vaccini.”

E ha continuato:

“Come vede, a volte, la difesa dei diritti inviolabili del cittadino la trovi dove meno te la aspetti. Però credo che i ricatti morali e pratici uniti alla volontà di relegare chi non si vaccina tra i paria della società escludendolo da ogni servizio pubblico, dalla possibilità di lavorare e di muoversi e, secondo lei, anche dall’avere accesso alle cure mediche, non aiuti a convincere gli indecisi.”

Infine ha concluso con alcune frecciatine rivolte al giornalista:

“Appare l’atto di prevaricazione di chi, non avendo gli strumenti per convincere, fa valere la legge del più forte. È questo quello a cui è destinata la nostra società oggi? Il sopravvento di quella parte della società che, riconoscendosi superiore sul piano morale, si sente legittimata a decidere per tutti qual è il bene comune da conseguire con l’uso della forza?”

La risposta di Luca Telese a Heather Parisi

Luca Telese non si è fatto sfuggire la possibilità di risposta. Dopo aver promesso di approfondire i dubbi della celebrità sulla vaccinazione e chiarirli definitivamente nei prossimi articoli, ha ribattuto a Heather di non avergli rivolto nessun “ricatto morale”. Contrariamente, di aver solo fornito una soluzione logica alle sue parole:

“Non sarebbe certo, dunque, l’effetto di uno stolto spirito di rappresaglia. Ma, semmai, l’esito ultimo di una conseguenza logica: se Heather Parisi non crede alle autorità che certificano la bontà del vaccino, come può credere alle stesse autorità quando certificano la bontà delle terapie di cura?”

Ha inoltre provato ad iniziare a sciogliere i dubbi della celebrità, prendendo ad esempio il vaccino di AstraZeneca. Quest’ultimo infatti non è ancora stato autorizzato in Italia ma in regno Unito sì. Questo per evidenziare come le decisioni dell’EMA non siano per nulla avventate e frettolose.

Infine, ha sottolineato il nodo cruciale della questione: due pesi e due misure nella trattazione di uno stesso argomento. In più la considerazione secondo cui il vaccino, soprattutto dai NoVax, venga intenso più come un’imposizione che come una cura. Erroneamente.

“Io non nego la legittimità dei suoi dubbi. Non pretendo di opporre certezze, anzi. Le faccio solo notare il paradosso che il sentimento di ostilità al vaccino ha portato tutti ad usare due pesi e due misure: non lo consideriamo una cura, ma una imposizione rischiosa […]. Il punto più insidioso dei No Vax, che credo anche lei non condivida, è invece proprio questo: essere riusciti a creare un sentimento ostile per cui il vaccino non è più percepito come una cura. Ma come una imposizione venefica. Anche se non sono d’accordo sul resto, su questo dovremmo almeno poter convenire.”

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