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guendalina tavassi e i video spinti

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Guendalina Tavassi, “Ecco come hanno rubato i miei video intimi”

In un’intervista a Fanpage l’influencer spiega come è avvenuto il furto del materiale privato messo in circolazione sul web in questi giorni

Oggi 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e mai come ora è attuale quello che viene definito revenge porn: l’appropriazione o la diffusione indebita di materiale intimo sensibile. Guendalina Tavassi proprio in questi giorni è stata vittima di tale reato. Recentemente, infatti, l’influencer ha subìto un hackeraggio del suo iCloud. Qualcuno si è impossessato di alcuni video “spinti”, girati da lei e dal marito Umberto e li ha fatti circolare sul web.

In un’intervista a Fanpage è la stessa Guendalina a raccontare il fatto. L’influencer ha spiegato di non essersi accorta inizialmente dell’hackeraggio. Qualche tempo prima le erano arrivate una serie di mail che le chiedevano di accedere al suo account perché le erano state rubate le password. La Tavassi ha sostenuto di essersi collegata più volte e sospetta che il furto sia avvenuto proprio in quel frangente.

Oltretutto Guendalina ha raccontato di essersi rivolta ad un tecnico. Questo si è reso conto che gli accessi non erano avvenuti solamente dal suo telefono e da quello del marito, ma anche da un server differente. Ad oggi però la Tavassi non conosce ancora le modalità certe su come sia potuta succedere una cosa del genere.

“Non so com’è andata. Un tecnico con il quale mi sono messa in contatto ha addirittura visto che al mio iCloud era collegato un computer che aveva avuto accesso al mio telefono. Mio marito e io abbiamo usiamo lo stesso iCloud a cui sono collegati il pc, il mio telefono e il suo. Ma tra gli accessi c’era pure quello di questo server. Poi abbiamo recuperato una serie di mail in cui mi si chiedeva di accedere al mio account perché mi erano state rubate le password e io mi sono collegata più volte. Potrebbe essere accaduta qualunque cosa”

Guendalina Tavassi ha inoltre ammesso che le era successa una cosa simile con il suo account Instagram. Anche quello le era stato rubato attraverso azioni di phishing, dopo aver cliccato sul link di accesso per accedere al suo account. Al tempo l’ex gieffina pensava di aver ricevuto una mail per poter avere la spunta blu.

Pure il legale di Guendalina conferma la versione della sua assistita:

“Non si è accorta di niente. Aveva ricevuto delle mail di phishing in cui le chiedevano di inserire i suoi dati per aumentare lo spazio di archiviazione disponibile, sono mail fedelmente riprodotte. L’aveva ricevuta un paio di mesi prima. È una delle ipotesi che stiamo valutando. Adesso ci stiamo attivando per capire in maniera più sicura chi li ha immessi in rete”

Eppure il vero problema non è tanto capire le dinamiche della storia ma cercare di fermare i video ormai diventati virali, spesso anche falsi. A spiegarlo è lo stesso avvocato dell’ex gieffina:

“Il problema è che questi video sono diventati virali. Girano ovunque, c’è addirittura gente che si faceva ricaricare la Poste Pay per inviare il video, abbiamo gli screenshot. Gente che prometteva i video in cambio di follower. Il fatto grave è che su qualche gruppo Telegram girano anche le foto delle figlie di Guendalina, foto normalissime ma che stanno circolando”

Il legale ha poi proseguito:

“Guendalina è una donna forte, una che cerca di reagire, ma è davvero provata. È madre di tre figli e teme di andare in giro e di essere additata. È una violenza terribile per una donna”

Già qualche giorno fa l’ex Grande Fratello, infatti, aveva reso pubblico quanto il marito stesse soffrendo per l’accaduto e di come le sue preoccupazioni fossero rivolte anche ai figli e alla nonna. A quest’ultima inizialmente non voleva dire nulla.

“Gaia, poverina, mi ha detto ‘Mamma, amore, non mi interessa. Sono tue cose personali. Tirati su, sei una leonessa’. Ai più piccoli ho detto che mi avevano rubato dei soldini sulla PostePay e mi hanno risposto ‘Ma adesso siamo poveri, mamma?'”

Infine, Guendalina ha voluto lanciare un appello a tutte le donne che vivono quotidianamente il dramma della critica da parte della società:

“Non fare mai video, nemmeno per tenerli per sé. Questi dati non sono mai completamente protetti, può accadere qualsiasi cosa. E a quelle che ci sono passate e magari adesso si vergognano voglio dire che devono continuare a uscire a testa alta. Non sono loro ad avere fatto qualcosa di male. Il male lo fanno quelli che marciano su queste violenze, quelli che ammazzano le donne in questo modo”

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