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Ermal Meta sorriso

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Ermal Meta passato difficile e povertà: “Persi la vita”, compleanno in Italia

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Secondo compleanno di Ermal Meta: oggi è il giorno della seconda vita del cantautore

Oggi non è il vero compleanno di Ermal Meta. Pochi minuti fa, il cantautore ha scritto un messaggio su Instagram che può far pensare che sia nato il 16 giugno, in realtà questa è la giornata in cui festeggia la sua seconda vita (è nato il 20 aprile 1981 e ha dunque 39 anni). Quella iniziata quando ha messo piede in Italia. Una vita intensa, che gli ha permesso di conoscere il dolore, ma soprattutto quella felicità resa ancora più grande dopo aver sconfitto le paure e i traumi. Ermal Meta ha dovuto lottare strenuamente per costruire il suo spazio di serenità, che nessuno più avrebbe potuto turbare. Sta attraversando uno dei periodi più belli della sua vita, che non credeva possibile quando viveva in Albania, nazione che non avrebbe potuto dargli il futuro che sognava; per questo ha deciso di lasciare tutto per trasferirsi in Italia, con la vivida speranza di poter un giorno vivere di musica, di quella passione che lo ha sin da piccolo animato. Oggi è il secondo compleanno di Ermal Meta, quello che festeggia sempre con grande gioia, perché gli ha permesso di essere quello che è adesso. Il cantautore ha voluto raccontare, però, anche quanto difficile sia stato il suo passato in Albania. Una confessione che scuote gli animi, che permette di capire che, dietro ai sorrisi degli artisti, non ci sono sempre momenti felici.

Ermal Meta si confessa: l’abbandono dell’Albania

Sul suo profilo Instagram, Ermal Meta ha voluto festeggiare con i suoi fan il suo secondo compleanno. Nel 1994, è arrivato in Italia, tremante di paura ma allo stesso tempo entusiasta, curioso di scoprire cosa gli sarebbe successo nella nuova nazione, dopo aver abbandonato – con non poco dolore – la propria terra natìa. Ermal Meta non dimenticherà mai quello che ha dovuto superare, ma soprattutto la gioia che l’Italia ha saputo regalargli. Nelle sue canzoni, mescola gioia e dolore (basti pensare a quello che ha scritto con Fabrizio Moro), e oggi ha fatto lo stesso attraverso un feed di Instagram. Ecco le sue parole: Oggi compio 26 anni. Ero già vivo quando nacqui, avevo 13 anni e il 16 giugno del 1994 persi la vita che avevo per viverne un’altra. Attraversai il mare e misi i piedi su una terra straniera. Italia la chiamavano, si chiama ancora così”.

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Oggi compio 26 anni. Ero già vivo quando nacqui, avevo 13 anni e il 16 giugno del 1994 persi la vita che avevo per viverne un’altra. Attraversai il mare e misi i piedi su una terra straniera. Italia la chiamavano, si chiama ancora così. Non ne sapevo nulla, ma lentamente ho iniziato a guardarla e poi a vederla. Poi mi sono lasciato guardare a mia volta. Non fu amore a prima vista, ma qualcosa da costruire con fatica, pazienza, lotta e infine pace. Adesso siamo totalmente in simbiosi anche se ogni tanto mi fa perdere le staffe. Succede quando vedo alcuni che non hanno dovuto fare fatica per farsi amare da lei, trattarla come se ci fosse un posto più bello o migliore in cui vivere, quando l’arroganza viene chiamata forza, quando ci dimentichiamo che non saremo qui per sempre mentre lei si. Ci vedrà passare e lasciare tracce più o meno profonde. Lei non si arrabbia, sorride e a guardare bene, ogni tanto, in quel sorriso c’è dell’amarezza. Quando sbaglio le dico “dai sono giovane, ho solo 26 anni”, sperando di cavarmela, ma lei lo sa che ho barato, glielo ha detto la mia terra d’origine che si trova di fronte. Quella terra era una madre troppo povera e troppo disperata per occuparsi di tutti i suoi figli, così alcuni di loro li mandò da sua sorella, di fronte. Sotto il mare le loro mani sono avvinghiate dalla notte dei tempi come quelle di giganti sdraiati e noi piccoli uomini crediamo di appartenere a mondi diversi solo perché non vediamo con gli occhi questo legame. Non ci accorgiamo che parliamo la stessa lingua quando amiamo, quando gioiamo, anche quando ci incazziamo, quando ridiamo, quando ci abbracciamo, e che parliamo lingue diverse solo quando parliamo. Sorrido quando penso a quel giorno, ricordo che tremavo costantemente, come se facesse freddo. Avevo la sensazione di andare lontanissimo. Se potessi incontrare quel bambino per pochi secondi gli direi: “ehi, non ti preoccupare, stai solo andando a casa di tua zia che ti tratterà come un figlio.”

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I reali motivi che hanno spinto Ermal Meta ad arrivare in Italia

Perché Ermal Meta ha lasciato l’Albania? Ha voluto spiegare tutto attraverso la sua confessione social: “Quella terra era una madre troppo povera e troppo disperata per occuparsi di tutti i suoi figli, così alcuni di loro li mandò da sua sorella, di fronte”. Non dimenticherà mai quello che gli è successo e le emozioni provante una volta arrivato in Italia: “Sorrido quando penso a quel giorno, ricordo che tremavo costantemente, come se facesse freddo”. Una giornata di grandi confessioni e di cambiamenti che non passano inosservati dei nostri cantanti italiani: se Ermal Meta ha sorpreso con questo racconto, Anna Tatangelo ha lasciato tutti senza parole col suo nuovo cambio di look e con la cancellazione delle sue foto!

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