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Alba Parietti, la lettera struggente per Ezio Bosso: “Ho pianto per giorni”

alba parietti ezio bosso addioAlba Parietti, la lettera struggente per Ezio Bosso: “Ho pianto per giorni”

È un’Alba Parietti visibilmente provata quella che ricorda Ezio Bosso con una lunga lettera consegnata al magazine Chi e poi diffusa via social. La showgirl ha avuto un rapporto intenso con il pianista, recentemente scomparso a 48 anni a causa di una patologia autodegenerativa. In passato si è mormorato di un flirt tra lei e il compositore. La Parietti è andata oltre, parlando di un legame che andava al di là dei classici canoni con cui si categorizza una relazione. Oggi, Alba torna sulla morte del musicista, scrivendo un testo struggente a lui dedicato e svelando giornate passate a piangere per la sorte segnata a cui è andato incontro Bosso.

Alba su Bosso: “Ci siamo detti tante cose, ho passato giornate intere a piangere guardando il soffitto”

Ci siamo detti tante cose, ho passato giornate intere a piangere guardando il soffitto pensando a quanto fosse tragico il suo destino e volevo convincermi che non fosse così”. Così esordisce Alba che aggiunge: “Di lui amavo più i difetti che i pregi perché erano la sua forza, come quella capacità che molti avranno sperimentato su piani diversi di sedurti e lasciarti senza fiato e senza speranza”. “Questa – aggiunge – era la sua magia, con un tocco di bacchetta ti faceva avvicinare e con un altro ti teneva lontano, era anche il suo modo di proteggere i rapporti, di tenerli sospesi, di non definirli.”

“Ezio Bosso, eterno ragazzo”

“Gli ultimi concerti di Ezio li faceva quasi solo dirigendo”, spiega sempre la Parietti, “e il più bello è stato quello delle ‘dodici stanze’ dove raccontava il rapporto fra la vita e la morte. Diceva che, secondo una teoria antica, la vita di ogni uomo è composta di dodici stanze, in ciascuna lasciamo qualcosa di noi e di tutte ci ricorderemo quando entreremo nell’ultima. Non possiamo ricordare la prima, quella in cui siamo nati, la rivedremo solo quando entreremo nell’ultima, dove tutto finisce e tutto ricomincia”. Infine, la chiosa: “E allora mi piace immaginare Ezio come un eterno ragazzo, con quel sorriso e gli occhi curiosi di un bambino, che ci ha lasciato troppo presto, senza avvisarci, lasciando solo ‘pioggia nei nostri occhi scuri'”.

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