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Dopo gli ultimi difficili mesi e le recenti polemiche con Mara Maionchi, Tiziano Ferro ha rilasciato una lunga intervista a cuore aperto a Vanity Fair. Il cantante ha raccontato senza filtri del suo divorzio da Victor Allen, menzionando l’aiuto fondamentale dell’amica Laura Pausini, della vita a Los Angeles insieme ai suoi bambini e del conflitto con la Maionchi. Dopo tanti mesi di lontananza, Ferro è tornato per poco a Roma per nuovi progetti e ne ha approfittato per aprirsi a Vanity Fair, giornale testimone dei momenti più importanti della sua vita, come il coming out e il matrimonio con Victor.

“Sto chiudendo un contratto con Lorenzo Mieli per sviluppare un lungometraggio dal romanzo che ho scritto”, ha svelato parlando del suo futuro lavorativo, dopo la pausa annunciata lo scorso Natale, quando confessò di aver bisogno di allontanarsi per un periodo dalla musica. Al momento, Ferro si sta dedicando completamente ai suoi figli, Margherita e Andres, con i quali vive a Los Angeles. “Sono terrorizzato dal fatto che un giorno Margherita e Andres cresceranno e non vorranno più tutti questi abbracci”, ha ammesso.

Tiziano Ferro: il divorzio da Victor e l’aiuto di Laura Pausini

Los Angeles è una città dove è riuscito a trovare una seconda famiglia, con amici che hanno saputo sempre stargli vicino. Molti di loro Tiziano li ha conosciuti alle riunioni degli alcolisti anonimi, mentre altri fanno parte del mondo dello spettacolo, come Elisabetta Canalis e Bianca Balti.  Parlando di amicizie, Ferro ha fatto una speciale menzione a Laura Pausini, ricordando un gesto fatto durante il suo periodo peggiore, ovvero il divorzio dall’ex marito:

È un’amica vera. Mi ricordo che durante il divorzio lei era a Buenos Aires e a un certo punto mi fa una videochiamata e mi dice: “Io non ti vedo bene, adesso prendo un volo e vengo a Los Angeles”. Aveva solo due giorni di stacco tra un concerto e l’altro. Ecco che cosa sono gli amici veri.

A proposito dell’amore finito con Victor Allen, invece, Ferro ha detto:

Victor ha reso la mia vita sentimentale più bella e complessa. Il nostro è stato un amore bello ma, onestamente, anche doloroso. Una cosa ho capito: non potevo e non dovevo abbandonarmi all’idea del divorzio come fallimento, trappola allettante che ti illude di restare fermo in quella zona di comfort che è il dolore. Ringrazio la complessità e la tridimensionalità del rapporto con lui che mi hanno permesso di andare avanti.

Nonostante la sua vita ormai consolidata a Los Angeles, Tiziano ha spiegato il disagio di non poter tornare a vivere in Italia, poiché nel nostro Paese non è ancora riconosciuta la doppia paternità per Margherita e Andres:

Mi ferisce che vengano negati i diritti ai miei figli, perché siamo tutti uguali e con diritti uguali: perché loro ne dovrebbero avere di meno? Perché Victor deve aver bisogno di una delega per accompagnarli a scuola o per portarli in ospedale quando non ci sono io? Io penso che i politici e le persone che fomentano l’odio e l’omofobia siano persone che non riescono a dare un volto umano all’amore. Preferiscono mettere un’etichetta dove invece ci sono volti, dove c’è amore, dove ci sono persone.

Tiziano Ferro: “Perdono Mara Maionchi, ma c’è un ma”

Infine, Tiziano Ferro ha affrontato anche l’ultima spinosa polemica avuta con Mara Maionchi. Tutto è nato dall’intervista della discografica a Belve, dove ha definito il cantante “irriconoscente” nei suoi confronti. Da lì, è iniziato un battibecco pubblico, dove Ferro ha accusato velatamente la Maionchi e il marito Alberto Salerno di averlo spinto a dimagrire e ad occultare la sua omosessualità agli inizi della sua carriera. La voce di “Sere Nere” ha discolpato la sua ex manager, ma con un’importante riserva:

Parlando di bulimia, oggi non faccio né voglio fare l’apologia dell’obesità, però fino a ieri si portava un bambino dal dietologo solo perché aveva cinque chili in più del previsto. Quello è un meccanismo crudele che mi ha marchiato a fuoco perché io mi sentirò grasso per sempre e nulla mi farà mai cambiare idea. Camminerò per strada sentendomi grasso anche se non lo sono. E mi sentirò perennemente inadeguato. I genitori sono fondamentali in questo. E lo sono anche gli educatori. E i manager. E qui sì, mi riferisco a Mara Maionchi. Le voglio bene e sono sicuro che vent’anni fa questi discorsi non erano così chiari. Però oggi va fatto un cambio di passo radicale, perché la salute mentale è una cosa pratica che va appunto praticata.

E ancora:

È un obbligo morale raccontare alle persone, agli artisti, che il corpo non è un vincolo negativo per la loro arte. Io credo che Mara e molte altre persone non abbiano realizzato abbastanza quanto traumatico e doloroso sia quell’atteggiamento che si imprime per sempre nell’inconscio e nell’esistenza di ragazzini ancora fragili. Io oggi perdono la loro buona fede. Ma bisogna fare un mea culpa e non prendere più questo argomento alla leggera.

Luna De Massis

Sono cresciuta a pane e televisione ed ho avuto la fortuna di trasformare questa passione in lavoro iniziando a scrivere di gossip e televisione per “Gossip e tv”. Amo la musica, di ogni genere, il cinema e la televisione in ogni sua forma: seguo serie tv su Netflix, talk su Rai 1 e reality show su Canale 5.

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