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tiziano ferro a sanremo senza il marito

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Tiziano Ferro lascia il segno: Ariston, monologo e brividi per i 40 anni

tiziano ferro a sanremo senza il marito

Foto Elitepress

Il commovente monologo di Tiziano Ferro nella serata finale del Festival di Sanremo 2020: “Non sono sbagliato”

Grande protagonista del Festival di Sanremo è stato Tiziano Ferro, l’amatissimo cantautore di Latina che ha affiancato il direttore artistico della kermesse Amadeus durante tutte le cinque serate, cantando alcuni pezzi del suo repertorio e intonando brani di altrettanti celebri artisti del panorama musicale italiano. Moltissimi telespettatori attendevano un suo monologo dopo le svariate esibizioni delle precedenti puntate. In occasione della finalissima, Ferro ha esaudito il desiderio dei suoi fan e ha incantato l’intera platea dell’Ariston in occasione dei suoi primi 40 anni, compleanno che avverrà tra sole due settimane. Da qualche mese l’artista è sposato con un altro uomo, Victor Allen, con il quale si è unito in marimonio sia in Italia che negli Stati Uniti, dove ora Tiziano vive con suo marito.

Sanremo 2020, Tiziano Ferro commuove: “A 40 anni non accetto speculazioni”

In occasione del suo compleanno, il cantante laziale ha voluto raccontarsi ed ha dichiarato di aver finalmente capito di non essere sbagliato. “Tra due settimane compio 40 anni. A 40 anni, per la prima volta ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. A 40 anni, ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare”.

La felicità secondo Tiziano: “Non è un privilegio, è un diritto”

Visibilmente commosso, Tiziano ha poi proseguito il suo monologo. Sono tantissimi i pregiudizi che lo hanno colpito durante tutta la sua vita: “A 40 anni guardo il mondo con le mie cicatrici e curo quelle future, subire non è una disgrazia è una scelta, la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni non devo dire da che parte sto, la mia storia si scrive da sola: innamorato di tutte le persone, dalla parte dei deboli. Dio non commette errori, non sono sbagliato, nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema, ormai ho 40 anni“.

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