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Stefano Accorsi, sfogo Venezia: “Si continua a girare, non è sciacallaggio”

Stefano Accorsi venezia allagataStefano Accorsi si sfoga: “Continuiamo a girare a Venezia, nessuno sciacallaggio”

Venezia è stata sommersa e la situazione ha già presentato un conto drammatico in termini di danni. Addirittura, il maltempo e l’innalzamento del livello dell’acqua ha causato due morti, oltreché abbondanti perdite sul fronte economico. In laguna è presente anche l’attore Stefano Accorsi che in questi giorni sta girando le riprese di un film e ha documentato via social la difficile e angosciante condizione in cui si è ritrovato il capoluogo veneto. Tuttavia qualcuno dei suoi fan ha sostenuto che innanzi a simili frangenti bisognerebbe fermarsi. L’interprete bolognese ha quindi spiegato perché il film a cui sta lavorando proseguirà i lavori.

“Ognuno qui sta lottando per fare il proprio lavoro”

“Piazza San Marco non è stata chiusa per le riprese del film ma per l’acqua alta”, si sfoga Accorsi. “Stiamo girando a Venezia dal 4 novembre – aggiunge – e continueremo fino al 12 dicembre. Non stiamo facendo nessuno sciacallaggio, semplicemente non potevamo immaginare una situazione simile”. L’attore classe 1971 ricorda quindi quanto scritto nelle scorse ore, sottolineando come il film a cui sta prendendo parte non è il solo lavoro che cerca di procedere. Tutti stanno tentando di farlo per rialzare la testa e non arrendersi: “Come ho già scritto essere qui in questi giorni è stato impressionante e angosciante. Stiamo semplicemente portando a termine un lavoro che era già previsto, cerchiamo di fare come tutti qui: andare avanti. Cosa dovremmo fare? Smettere di girare? E i negozianti cosa dovrebbero fare? Non aprire più i loro negozi? Ognuno qui sta lottando per fare il proprio lavoro.”

Andrea Dal Corso: “Il Mose progetto fallimentare”

In queste ore sono state diverse le personalità celebri che hanno espresso la loro vicinanza a Venezia e ai suoi cittadini. Particolarmente sentiti gli appelli di due veneziani doc come Mara Venier e Andrea Dal Corso. Quest’ultimo è stato inoltre protagonista di dichiarazioni molto forti, prendendosela con le politiche dispendiose relative al Mose: “Tutto questo fa tanta rabbia oltre che dolore, e fa male per i soldi rubati… tra i 6 e gli 8 miliardi che questo progetto fallimentare è costato.”

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