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Sanremo giacca e camicia

Televisione

Sanremo, altro positivo: il rischio panico e l’analisi di Amadeus degli ascolti

Altro positivo al Festival: si tratta di un giornalista. Ora l’obbiettivo è giungere a sabato e condurre in porto la missione

“Ma chi me lo ha fatto fare?”. Potrebbe essere questo il pensiero che frulla in testa  in queste ore ad Amadeus che vede il suo Festival di Sanremo sempre più in difficoltà. Alla kermesse infatti piove sul bagnato: nelle scorse ore un giornalista di Genova inviato per seguire il concorso canoro è risultato positivo al tampone antigenico (si attende l’esito di quello molecolare, ma purtroppo il risultato pare scontato). Il caso si somma a quello che ha interessato lo staff di Irama che manco ha potuto esibirsi dal vivo (in extremis si è adottata la formula del video registrato). Ora bisogna tenere a bada il rischio panico, ma soprattutto il rischio focolaio: se solo il virus prende piede tra gli addetti ai lavori sarà un disastro. Meglio per ora non pensare al peggio.

Sta di fatto che con il senno di poi il Cts ci aveva visto lungo nel porre il veto su pubblico, figurati e sull’idea della nave crociera. Ad arginare i contagi si fa fatica pur con il blindatissimo protocollo sicurezza in vigore, chissà cosa sarebbe capitato se l’Ariston fosse stato popolato. Certo non si poteva prevedere l’avvento delle dannate varianti Covid, altrimenti non ci sarebbe stata nessuna polemica fin da subito per il no al pubblico. Inutile comunque disperarsi adesso: resta soltanto da arrivare a sabato, concludere la missione e sperare che non si presentino ostacoli insormontabili. Gli ascolti intanto calano. Pazienza, in una simile situazione di emergenza non si può fare di più. Ed è anche quello che ha ribadito ‘Ama’ durante conferenza stampa odierna.

Amadeus ha ringraziato prima la Rai per lo sforzo profuso per l’organizzazione dell’evento, poi ha commentato gli ascolti lontani dai fasti dello scorso anno:

“Quando dicevo non si può fare senza pubblico passavo per capriccioso, dice una cosa ovvia, è un evento. Sanremo è il più grande evento italiano. E l’evento lo fa la macchina di Sanremo, giornalisti, cantanti signori in prima fila, personaggi, politici, tutto quello che viene contestato e amato. Se non fosse un evento sarebbe un programma televisivo fatto da un’altra parte”.

E ancora: “Noi cerchiamo di fare il miglior programma televisivo, ma svuotato di tutte le sue parti è un altra cosa”. Secondo il direttore artistico, oltre all’effetto mancante del pubblico, bisogna anche considerare che in questi due primi giorni di Festival ci sono state la partite del campionato di Serie A che “tolgono dai 3 ai 5 punti, allora dove fai il 47 puoi fare il 50″. “Il campionato di calcio ha tolto ieri 4,5 se sommiamo che siamo un mese dopo, c’è la gente disperata, la gente è come se vivesse una guerra”, ha aggiunto.

Amadeus si addentra poi in una ulteriore analisi, sfatando il mito che se tutti sono a casa per il coprifuoco guardano il Festival:

“Quando dicevano la gente a casa guarderà Sanremo, ma non è vero, se tu hai un problema, non lo guardi Sanremo, vedere dieci milioni di persone che si sintonizzano e ci dicono grazie per la serenità che di date. È il Sanremo televisivo più forte che ci possa essere, perché non è il vero festival di Sanremo, ma un programma televisivo, perché tutto il resto ci è stato tolto. Sono felice, per questo ringrazio tutti voi. Il 52% dell’anno scorso era inaspettato, ma in un momento diverso”.

Sul capitolo pubblico, seppur non vuole aizzare la polemica, precisa che non vuole dire “se sia giusto o meno non avere il pubblico”, però continua “a pensare che avere in platea un campione di 500 medici e infermieri sarebbe stata una cosa meravigliosa”.

Anche Stefano Coletta, direttore di Rai Uno, è intervenuto sul capitolo ascolti, invitando a non paragonare l’edizione 2021 alle precedenti in quanto il contesto rispetto agli anni passati è totalmente ed evidentemente stravolto. “Questa edizione del Festival è incomparabile, è il risultato finale dell’azienda che si è impegnata, per mesi e mesi. L’azienda Rai si è dovuta occupare di protocolli, e tanto altro”, ha dichiarato. “Non è il dato contabile che ci aspettiamo, ma è l’orgoglio di aver segnato un altro goal per il servizio pubblico”, ha aggiunto.

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