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Belen Rodriguez stupenda sul palco di Sanremo nella serata cover, la performance complessiva con Samurai Jay e Roy Paci molto meno. Sulla carta, l'”improvvisato” terzetto avrebbe dovuto fare fuoco e fiamme sulle note dell’esplosivo brano “Baila Morena” di Zucchero. E invece non c’è stata nemmeno una scintilla. Il rapper con il grande “Sugar” non ha nulla a che vedere, la rivisitazione della canzone è stata da dimenticare, Belen è andata per i fatti suoi e nemmeno quel gran talento di Paci ha potuto fare granché, se non suonare sapientemente la sua tromba.

Sanremo cover, Belen Rodriguez e Samurai Jay tra imbarazzi e simpatia

Rodriguez ha fatto la sua entrata in scena nel mezzo del brano. Una bella idea, se però si fosse immersa nella performance che già era partita con il piede sbagliato perché Samurai Jay, sebbene abbia tentato in qualche modo di fare una versione accettabile di “Baila Morena”, è stato tutt’altro che impeccabile (si spera che Zucchero abbia avuto altro da fare stasera che guardare il Festival). Così Belen, nonostante un’intrigante giarrettiera diamantata, ha cominciato a muoversi tentando di spendere il fattore sensualità. Ma pure questa buona intuizione si è sciolta in un amen sul palco dell’Ariston, con la showgirl che, probabilmente per l’imbarazzo, è stata persino sul punto di scoppiare in una fragorosa risata nel bel mezzo della cover.

Belen ha però avuto un colpo di genio sul finale. Evidentemente essendosi resa conto della riuscita per nulla memorabile dell’esibizione, proprio nel momento in cui è terminata la canzone, ha scandito un epico “menomale”, a sottolineare che fortunatamente la cover era giunta alla conclusione. Un bel modo per sdrammatizzare e per rendere simpatico un momento che poteva diventare pesante. Tra l’altro c’è pure stato un intoppo iniziale. A Samurai Jay non funzionava il microfono. Si è così dovuto fermare il tutto e sostituirlo.

Alla fine il risultato è stato grottesco, ma simpatico. Per lo meno, c’è stata una ventata di curiosa goffaggine, che non guasta mai al Festival. Soprattutto nell’edizione in corso, a tratti troppo didascalica e quindi poco emozionante.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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