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Rosolino ride sotto la Marmolada, bufera: “Vi spiego perché ho fatto la foto”

L’ex nuotatore è finito nella bufera per aver pubblicato uno scatto sui social dopo la tragedia della Marmolada

Massimiliano Rosolino, ex star del nuoto ed ex inviato de L’Isola dei Famosi, nella bufera. Nelle scorse ore, su Instagram, ha fatto campeggiare una sua fotografia. Lo si vede sorridente a Canazei, sullo sfondo la Marmolada, luogo della tragedia che ha scosso l’Italia nei giorni scorsi. “Chi non ride non vince”, ha scritto lo sportivo a corredo del post che in un amen è stato subissato di critiche da parte di una miriade di utenti inferociti, convinti che la mossa social sia stata del tutto fuori luogo e irrispettosa nei confronti di coloro che hanno perso la vita sulla vetta dopo che un blocco di ghiaccio si è staccato ed ha innescato una valanga funesta.

Dopo ore in cui è piovuto di tutto sotto al post, Rosolino, come riferisce Il Corriere della Sera, ha dato delle spiegazioni, raccontando che lo scatto ‘incriminato’ della Marmolada risale a prima che si consumasse il dramma. “La foto risale a una settimana fa, dunque ben prima della tragedia della Marmolada – ha puntualizzato l’ex campione di nuoto -. L’ho messa perché sul profilo Instagram mi piace condividere il “vissuto” personale e i luoghi belli. Lungi da me l’idea di offendere o di ferire qualcuno: non mi sento un criminale. Ma di sicuro nel futuro starò più attento”.

Rosolino ha aggiunto: “Sorridere sempre appartiene al mio modo di essere e di fare. Il sorriso è il messaggio degli sportivi ed è il mio imprinting”. Per corroborare la propria tesi ha aggiunto che una foto ‘sorridente’ l’ha appena confezionata assieme a sua mamma che a breve sarà operata. Inoltre ha anche menzionato la moglie, Natalia Titova, anche lei volto noto della tv italiana. La donna ha origini russe:

“Ho appena scattato una foto così assieme a mia madre, che deve sostenere un intervento chirurgico. Sorrido, per pensare comunque positivo, anche se le vicende non sono liete: ad esempio, ho una compagna russa che non vede la madre da due anni e che adesso sente il clima pesante legato a quanto sta accadendo in Ucraina; eppure cerchiamo di andare avanti”.

Rosolino ha voluto ulteriormente spiegare la propria scelta, ribadendo che la foto che ha provocato una rivolta sul web è stata scattata prima del disastro, ammettendo però che quando ha deciso di veicolarla sui social non ha collegato il fatto che in quella zona era appena avvenuta una tragedia:

“Prima di tutto il momento di quegli scatti: non sono stati successivi alla disgrazia, ma li ho fatti ben prima. Ero a Canazei assieme a 35 bambini di un famoso camp estivo che ne accoglie addirittura 900: quindi immortalavo qualcosa di felice. Secondo: ho pubblicato le immagini senza pensare al disastro, anche perché la Marmolada è più in là. Volevo sottolineare la bellezza di quei posti, contavo di comunicare una bella immagine della Val di Fassa, che è un luogo splendido. Infine, io sono anche legato al WWF, quindi promuovere l’attenzione verso la natura è una cosa che mi appartiene”.

Insomma, seppur crede di non aver nulla da rimproverarsi, Rosolino concorda che il gesto avrebbe potuto essere evitato. E infatti, quando gli si domanda se, con il senno di poi, lo rifarebbe, risponde che no, non lo farebbe più, anche se ha qualcosa da ridire su coloro che lo hanno insultato pesantemente:

“Ovvio che non lo rifarei. Chiedo anche scusa, ma sottolineo che in certe reazioni c’è molta ipocrisia. Non mi risulta, ad esempio, che dopo la disgrazia da quelle parti si sia smesso di vivere e di condurre la consueta normalità quotidiana, serale e notturna, al netto del dolore per quanto è accaduto: perché allora accanirsi contro quella foto? Aggiungo che non sono immune da critiche e che accetto di buon grado tutto ciò che è costruttivo: lo faccio pure stavolta, diciamo che ho sbagliato una vasca da 50 metri. Ma deve finire lì, la mia sincerità e la mia buona fede non possono essere messe in discussione”.

Per quel che riguarda le feroci offese che si è ritrovato a fronteggiare, ha preferito non replicare con la medesima moneta, “perché è il modo migliore di reagire a chi offende per partito preso. Non vi va quello che dico e faccio? Allora non venite sul mio profilo. Peraltro, nel mare degli improperi ho letto anche parole moderate: una ragazza del Trentino, ad esempio, ha scritto che “ciascuno è libero di fare quello che vuole”. Sono d’accordo con lei e aggiungo che i veri problemi stanno altrove, non in un post come il mio: magari troviamo una buona spiegazione alle ragioni che hanno generato la tragedia”.

Max ha sottolineato che rispondere in modo piccato a certe critiche è inutile, perché non si fa altro che andare ad alimentare un circolo vizioso tipico della rete in cui troppo spesso si finisce a discutere a suon di insulti: “Non è il caso di controbattere più di tanto, si rischia solo di alimentare polemiche inutili”, ha chiosato per poi concludere: “Di sicuro devo essere più accorto, anche perché ho capito che oggi è faticoso fare qualsiasi cosa e che è molto alto il rischio di essere equivocati”.

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