Sfogo originale, per qualcuno geniale, quello di Beatrice Arnera contro il direttore del settimanale Oggi, Andrea Biavardi. L’attrice, che già in passato si è scagliata contro il gossip del Bel Paese, stavolta ha usato toni ‘poetici’ per lanciare la sua invettiva e, a gran sorpresa, ha anche citato l’ex compagna di Raoul Bova, Rocío Muñoz Morales. A suo dire, Biavardi sta bersagliando lei, l’attrice spagnola e il divo romano in maniera sconsiderata, dedicando loro articoli fuori luogo.
Beatrice Arnera stufa del gossip su Raoul Bova: sfogo con menzione a Rocío Muñoz Morales
Arnera, 31 anni e di origine piemontese, attraverso alcune storie pubblicate sul suo profilo Instagram seguito da quasi un milione di utenti, ha attaccato Biavardi. L’attrice, dopo aver chiuso la lunga relazione con Andrea Pisani con il quale ha avuto nel 2024 la figlia Matilde, si è legata sentimentalmente a Roul Bova, reduce dalla burrascosa rottura con Morales. E da quando fa coppia con il divo, la cronaca rosa non le ha dato tregua. In particolare, a suo avviso, il magazine Oggi è stato particolarmente invadente.
Per prima cosa Arnera ha postato una serie di titoli di Oggi, tra cui si legge: “Raoul Bova e Beatrice Arnera sempre più incollati”, “Bova e Arnera: prove di famiglia”, Bova e Rocìo: è arrivata la felicità”, “Rocìo, Chiara Giordano e Beatrice Arnera: tre storie intorno a Raoul Bova”. Dopodiché ha confezionato un sonetto dedicato al direttore Biavardi, accusandolo sarcasticamente di avere un’ossessione per il suo compagno e per la collega Morales.
Il sonetto contro Biavardi
Nella lunga poesia Arnera ha lanciato il sospetto che il direttore di Oggi nutra una profonda ammirazione e un desiderio inconfessabile per l’attrice spagnola, ex di Bova: “Biavardi, spilambertese austero, rotariano d’indomito mestiere, da notti non riposo e il mio pensiero ritorna a un dubbio e non mi dà piacere. Perché di Rocìo scrivi notte e dì? Più bella, lieta, splendida, smagliante: Andrea, confessalo: che accade lì? La sogni, irraggiungibile e distante? Ti piace tanto, tanto la spagnola ma sai che il sogno è fuori tua portata. Non cede a un roditor che si consola narrandola ogni volta più beata”.
La 31enne piemontese ha poi stilato versi durissimi, tirando in ballo il privato di Biavardi, una sorta di pena inflitta seguendo la legge del contrappasso: “E di tua moglie? Il nome non si trova: riservatezza, scelta familiare. Che cosa buffa, Andrea: quasi commuova chi d’altrui case ama tanto parlare. Poi l’epifania squarcia il mio tormento: Caltagirona, penso per un momento. Ma no. Più dolce è ciò che il cor mi prova: non vuoi Rocìo, tu vuoi proprio Bova. Lo cerchi, lo racconti, lo rincorri, fra titoli, confronti e vecchi amori. Di giorno scrivi Raoul, di notte corri a ritrovarlo in sogni e batticuori”.
“Distrutto, Andrea, langue il tuo furore – ha proseguito Beatrice Arnera sui social -, fai tutto purché Bova infine guardi, che scorga almeno un poco il tuo dolore. Che dica ‘chi è costui? Ah sì, Biavardi’. Ma nulla basta, solo nella notte nel talamo segreto e desolato, consumi fantasie proibite e rotte, sognando d’esser visto e poi desiderato”.
Ha quindi continuato con versi sarcastici: “Lo vuoi, lo brami, invochi la sua mano, ma Bova resta ahimè vetta lontana; e più lo senti splendido e lontano, più scrivi come offesa castellana. Donzella risentita e abbandonata, che al suo signor non può donare il cuore, trasformi la passione disperata in titoli grondanti di livore”.
E ancora: “Ma grazie al ciel, stamane il fatto volle ch’io mi recassi al tempio del capello: tra phon, stagnole, spazzole e ampolle apparve Oggi, il tuo sommo libello. Poiché soltanto là, per vie divine sopravvive il tuo foglio alla memoria: sui banchi delle shampiste, alle vetrine, ultimo baluardo della sua gloria”.
Arnera ha aggiunto: “Talvolta, narra il popolo, quel giornale al mercato conosce sorte avversa: vi avvolgon pure il pesce, bene o male, quando la carta buona è ormai dispersa. Ma benedico il caso ed il parrucchiere: leggendo, Andrea, ho visto finalmente non già l’invidia di un cronista altero, ma un uomo innamorato e sofferente”.
“Perciò deponi penna, bille e guerra, non tormentarti più, dolente papessa: vieni da noi, chè pace avrai su questa terra, e forse il cor, vedendolo, s’accontenta. A cena sei invitato, indomita giumenta: Raoul sarà cortese, io sarò buona, e porta pur tua moglie, se si presenta. Ma, Biavardi, sia in forma assai smagliante la signora”, ha concluso, con tanto di screen in cui si vede Biavardi indossare abiti d’epoca e, in basso, uno scatto di Bova in una cornice a forma di cuore.

