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L’addio di Amadeus preoccupa anche Palazzo Chigi tanto che della vicenda se ne sta occupando addirittura la premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio sa bene che la Rai è percepita dai cittadini come una sorta di costola del governo. Anche perché in effetti è così (anche se non dovrebbe esserlo). Tradotto, se la tv pubblica perde pezzi, anche l’esecutivo a livello di immagine può risentirne. Ecco perché, come rivela il Corriere della Sera, dopo che ‘Ama’ ha levato le tende lasciando tutti a bocca aperta, Meloni avrebbe preso in mano il telefono e avrebbe chiamato la dirigenza del servizio pubblico consigliando in modo perentorio di far di tutto per trattenere Fiorello.

Una telefonata da Palazzo Chigi – scrive il Corriere della Sera -, un ordine (informale, ufficioso, severo, definitivo): adesso, però, fermate Fiorello. Convincetelo, legatelo, blindatelo, coccolatelo, baciatevelo, imploratelo, inginocchiatevi e dategli quello che chiede, tutti i soldi che chiede e fatelo scegliere, esauditegli ogni desiderio, ogni capriccio, accontentatelo se vuole una prima serata, uno show tutto suo oppure una nicchia snob, televisione o radio, di giorno, di notte, ancora all’alba, quello che preferisce, che più lo fa divertire, tutto quello che — insomma — pensate possa farlo restare. Perché Fiorello non è uno che lavora in Rai. Fiorello, a questo punto, è la Rai“.

La Meloni, che è tutto tranne che sprovveduta, ha colto perfettamente il problema. Se anche Fiorello lascia, per la Rai, televisivamente parlando, sarebbe un colpo durissimo da incassare. Già gli addii di Fazio e Amadeus hanno incendiato l’opinione pubblica. Perché due re Mida degli ascolti tv hanno deciso di abbandonare dopo l’avvento in Rai della governance del nuovo governo? Se lo chiedono in molti. La risposta che bisogna darsi non è difficile. Da quando è cambiata l’aria per alcuni conduttori, nei corridoi di Viale Mazzini si respira un’atmosfera diversa. E chi può e ha mercato, notare appunto i casi di Fazio e Amadeus, ha deciso di fare i bagagli.

Tornando a Fiorello, tutto è ancora da decidere. Lo showman siciliano non è un ‘uomo azienda’; è uno spirito libero che va dove gli pare e se si stanca, si stufa o ha il sentore che qualcuno gli possa dare fastidio toglie il disturbo. Tanto sa che c’è la fila per lui, chiunque lo vorrebbe. Pochi giorni fa, ospite a TvTalk, ha ribadito che lui non ha mai firmato contratti in esclusiva con un’azienda. E che non lo ha fatto nemmeno con la Rai. Altrimenti detto, ha firmato solo per portare a termine un programma, VivaRaiDue!, che si concluderà il 10 maggio. Poi sarà libero di fare ciò che gli pare.

L’ordine del governo arrivato a Viale Mazzini è quello di mettere in campo qualsiasi risorsa per far sì che anche nella prossima stagione Fiorello sia in onda sulle reti dell’emittente pubblica. Il conduttore ha letto la notizia del pressing di Palazzo Chigi per non farlo migrare altrove. Naturalmente l’ha commentata a VivaRaiDue!, nella puntata in onda il 16 aprile.

“Fiorello deve rimanere a tutti i costi? La cosa mi lusinga – ha commentato lo showman – leggete qua ‘convincetelo, legatelo…’ A me? “Imploratelo, coccolatelo”. Un massaggio all’ego, ma chi mi conosce sa che io ho già un contratto col mio divano. Dal 10 maggio chi mi vuole sa dove trovarmi. Per un lungo periodo, andrò in letargo”. Insomma, Fiorello preferisce non sbilanciarsi sul suo futuro. Tra poco c’è la stagione calda e come fa da anni lui se la godrà privatamente, con la famiglia. Per il resto si vedrà. Una cosa però ha voluto sottolinearla, cioè che è verissimo che lui e Amadeus sono amici fraterni ma che questo non presuppone che facciano le medesime scelte professionali

“Il problema di tutta questa situazione volente o nolente è che mi riguarda, ma volevo ricordare agli amici giornalisti che noi siamo molto amici ma abbiamo due mogli diversi, figli diversi, lui José io Angelica e Olivia, lui vive a Milano, io a Roma, lui va al Nove e io… no”.

Lo showman ha quindi smentito che passerà al Nove come l’amico. La Rai gongola, forse l’operazione per trattenerlo non è impossible.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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