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Palombelli, duro sfogo: “Stop, porto tutti in tribunale”. Il contrattacco fiume

La giornalista e conduttrice di Forum, al centro in questi giorni di una bufera mediatica per via di alcune sue esternazioni sul tema del femminicidio, minaccia querele: “Sono stata io a essere diffamata”

Barbara Palombelli passa al contrattacco e minaccia querele dopo il polverone che si è scatenato su di lei. A gettarla in una rumorosissima e fortissima bufera mediatica, che ha scomodato artisti, politici, istituzioni e giornalisti, sono state le parole che lei stessa ha pronunciato a Forum in merito al tema del femminicidio.

Questo il passaggio che ha innescato una miriade di polemiche e una pioggia di critiche feroci nei confronti della giornalista:

“Come sapete, negli ultimi sette giorni ci sono stati sette delitti, sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte è lecito domandarsi se questi uomini erano completamente fuori di testa oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda, dobbiamo farcela per forza perché in questa sede, in un tribunale, dobbiamo esaminare tutte le ipotesi”.

Nelle scorse ore la Palombelli è intervenuta nella trasmissione televisiva Quarto Grado, chiedendo “scusa se qualcuno sentendo solo quella frase ha capito che io sono passata dall’altra parte, cioè a giustificare i femminicidi”. Quindi ha sottolineato che la sua storia personale e professionale è una ferrea testimonianza del suo impegno a favore delle donne contro le violenze. “Quello era un altro discorso che si inseriva in una storia di rabbia particolare nella causa di Forum”, ha concluso.

Nel corso della mattinata di sabato 18 settembre, la moglie di Francesco Rutelli è poi passata a contrattaccare. Lo ha fatto dalla sua pagina ufficiale Facebook. Un post molto duro, in cui ha sostenuto di essere stata bersaglio di diffamazioni senza precedenti e che, al netto di ciò, provvederà a portare nelle sedi opportune coloro che si sono scagliati contro di lei con “palese falsità”. La conduttrice è stata particolarmente agguerrita contro i rappresentanti delle istituzioni:

“Sono stata vittima di una diffamazione senza precedenti. Il mio nome, accostato alla istigazione e alla giustificazione della violenza sulle donne. Tutti coloro che si sono resi protagonisti di questa palese falsità ne risponderanno in tribunale. Non posso accettare una simile aggressione completamente ingiustificata e superficiale. Aspetto le scuse dei rappresentanti delle istituzioni che non si sono documentati sui fatti prima di emettere sentenze via web. Continuerò a porre domande – anche scomode – perché è il mio mestiere. Ma non accetterò diffamazioni, da qualunque parte siano arrivate. La diffamazione è un reato e io credo nella giustizia”.

Bufera femminicidio, Barbara Palombelli: chi l’ha criticata e chi la difesa

La Palombelli è finita nel mirino di politici, enti, persone comuni, colleghi giornalisti e artisti. “Quando i mezzi di comunicazione sostengono che un femminicidio possa essere l’effetto del comportamento delle vittima, siamo nel pieno del victim blaming, che è proprio una delle cause dei femminicidi e della mancanza di sanzioni e leggi adeguate”: così Amnesty.

Sul fronte dei politici, molto dura Laura Boldrini che ha ritenuto “gravissime” le esternazioni della conduttrice di Forum: “No, non è lecito chiedersi se una donna abbia meritato di morire per mano di un uomo. La causa dei femminicidi è una sola: l’idea di possesso verso le donne che spinge gli uomini alla violenza. Punto e basta. Gravissime le parole di Palombelli, pronunciate per giunta in tv”.

Parole di forte condanna sulle dichiarazioni della Palombelli anche da parte della viceministra delle Infrastrutture Teresa Bellanova: “Chiedere se la violenza sulle donne possa derivare dall’esasperazione dell’uomo provocata dalla donna rischia di essere l’ennesimo vergognoso alibi a un fenomeno gravissimo che, anche per queste giustificazioni, dilaga nel nostro Paese”.

Altra esponente dell’esecutivo targato Mario Draghi che ha attaccato Barbara Palombelli è stata la ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone: “È gravissimo, sono frasi che si commentano da sole. Sono offensive verso tutte le donne”.

Tra le cantanti, feroce la critica di Fiorella Mannoia: “Se ti stuprano forse te la sei cercata, se ti ammazzano forse te la sei cercata. Mi sono rotta le pal…e di queste frasi. Mi rivolgo agli uomini: ribellatevi a chi vi disegna come dei primati che non riescono a tenere a freno gli intinti, fatelo voi perché. Noi siamo stanche! Basta”. Anche Selvaggia Lucarelli, giornalista e personaggio televisivo, ha fatto piovere critiche: “Era perfino meglio il monologo di Sanremo”.

Anche Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano, ha usato termini pesanti su quanto detto dalla moglie di Francesco Rutelli: “Barbara Palombelli è una persona intelligente, una giornalista di successo, una donna che è riuscita ad emergere in un ambiente spesso maschilista e sessista. Per questo le sue parole mi paiono semplicemente allucinanti”. E ancora: “Cosa è successo a questo nostro mondo? E quanto ci stiamo inaridendo/incancrenendo/rinc….nendo, se perfino la Palombelli si iscrive al partito dei ‘forse quella donna un po’ se l’è andata a cercare?’. Quale sarà il prossimo passo? Sentire un altro volto televisivo affermare che forse lo stupro è causato da chi mette la minigonna? Non lo so, boh, ma mi sembra proprio che siamo alla canna del gas morale”.

C’è chi invece è sceso in campo per difendere la giornalista. L’avvocata Annamaria Bernardini De Pace ha sostenuto che quella della Palombelli è “solo una delle spiegazioni possibili del femminicidio; si è ben guardata dal legittimarlo. Anzi. Gli ignoranti mossi da odio sinistro dovrebbero leggere il codice penale e soffermarsi a capire il concetto di provocazione. Nei tribunali se ne parla”. De Pace ha aggiunto: “La parità è proprio nel concetto espresso dalla Palombelli che dimostra conoscenze giuridiche (a differenza di chi la critica bovinamente) giacché richiama il principio giuridico della provocazione, che non legittima il femminicidio, ma ne dà una possibile spiegazione”.

Anche Giampiero Mughini ha difeso la collega parlando di “coraggio: detto questo io penso che ciascuna storia per quanto atroce, e dunque i suoi protagonisti, vadano ogni volta studiati come un caso a sé”.

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