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Niccolò Bettarini 12 mesi dopo l’imboscata: le cicatrici impressionanti

niccolò bettarini 12 mesi dopoNiccolò Bettarini, un anno dopo l’aggressione (9 coltellate ricevute), mostra le drammatiche cicatrici sul suo corpo: “Tutti noi siamo ferite viventi”

Niccolò Bettarini, un anno dopo l’aggressione. L’1 luglio 2018 le agenzie di stampa battevano la triste news dell’accoltellamento del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini. Il ragazzo, oggi 20enne, fu vittima di un’imboscata di gruppo fuori dal noto locale milanese Old Fashion. La colluttazione ebbe risvolti drammatici, ma fortunatamente non del tutto funesti: Niccolò ricevette 9 coltellate sul corpo. A oggi gli aggressori hanno ricevuto condanne tra i nove e i cinque anni. La giustizia ha incastrato quattro ragazzi.

“Non morirò senza cicatrici”

Oggi 1 luglio 2019 Niccolò Bettarini mostra sui social le drammatiche cicatrici delle coltellate ricevute esattamente un anno fa. Immagini forti, impressionanti (qui la foto). Una vicenda che, come il giovane ha più volte dichiarato, ha cambiato il suo modo di vedere la vita. “Non morirò senza cicatrici, tutti noi siamo ferite viventi”, ha scritto sotto allo scatto che ritrae il suo corpo evidentemente martoriato dai fendenti ricevuti. Ricordiamo che in seguito all’aggressione si è dovuto sottoporre a un delicato intervento chirurgico. Oggi fortunatamente il figlio della Ventura e di Stefano Bettarini è tornato a sorridere.

“Penso sia normale avere paura in certi momenti”

Penso sia normale avere paura in certi momenti e mentre mi portavano in ospedale continuavo a ripetermi che non potevo e non volevo morire in quel modo” ha detto lo scorso settembre Niccolò intervistato dai microfoni di Verissimo. “Chi ha sofferto di più è stata la mia famiglia – ha aggiunto -. Per la prima volta ho visto mio padre piangere. Mamma e papà sono stati entrambi molto male e vederli così mi ha fatto più male delle undici coltellate”. Mamma Ventura, sempre innanzi a Silvia Toffanin, ha dichiarato: “Dentro di me sentivo che non poteva essere così grave come stavo leggendo sui giornali. Il mio compagno Gerò è corso in ospedale prima di me, e tutti si sono prodigati per starmi vicino, a partire dalle istituzioni e dal sindaco di Milano. Adesso ci aspetta una nuova vita con nuovi colori”.

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