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Morto Mauro Bellugi

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Mauro Bellugi è morto: il dramma e la parole di Barbara d’Urso

Non ce l’ha fatta Bellugi che si è spento a 71 anni: poche settimane fa aveva dovuto sottoporsi a due operazioni in cui gli erano stati amputati gli arti inferiori

Non c’è la fatta Mauro Bellugi, che è morto nelle scorse ore, come riferisce il Corriere della Sera. L’ex difensore dell’Inter, passato poi a fare l’opinionista in diversi salotti televisivi sportivi dopo aver appeso le scarpe al chiodo, si è spento a 71 anni, a Milano. Pochi giorni fa Barbara d’Urso gli aveva dedicato una slot nel programma Live – Non è la d’Urso. Nel talk era stata raccontata la sua battaglia contro il Covid che, assieme a una malattia pregressa, lo aveva condotto all’amputazione di entrambe le gambe. L’operazione è stata effettuata all’ospedale Niguarda di Milano, da dove non è più uscito.

Le cause della scomparsa sarebbero da ricercare in una serie di infezioni sopravvenute dopo l’amputazione degli arti inferiori. Alla fine è stato anche intubato. Oggi, lungo la mattinata di sabato 20 febbraio 2021, il decesso.

Barbara d’Urso, appresa la notizia, ha ricordato l’amico scomparso con un post:

Mauro Bellugi è nato a Buonconvento (Siena), il 7 febbraio 1950. Per le sue doti atletiche e il suo talento, riesce a sbarcare nel mondo del calcio professionistico a vent’anni, quando approda all’Inter di Angelo Moratti. Ha vestito la maglia nerazzurra dal 1969 al 1974 (prima fece un biennio nelle giovanili della squadra milanese), collezionando 90 presenze. Dopodiché passa al Bologna (1974-1979, 91 presenze). Infine passa al Napoli e alla Pistoiese dove conclude la carriera nel 1981.

Dopo il ritiro divenne batte brevemente la strada di allenatore. Fu una breve parentesi. Mauro si trovò più a suo agio negli studi televisivi. Infatti divenne opinionista per varie emittenti locali lombarde, fra cui Diretta stadio… ed è subito goal! di 7 Gold.

Mauro Bellugi: la lotta al Covid e l’amputazione delle gambe

Il 4 novembre 2020 Bellugi è stato ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, dopo essere risultato positivo al tampone Covid. Qui gli sono state amputate le gambe in due momenti differenti: la prima il 13 novembre, la seconda una settimana dopo, il 20 novembre. Gli interventi sono stati inevitabili per tenerlo in vita e sono stati la conseguenza di una malattia pregressa e del Covid.

Nonostante il dramma, Bellugi non ha mai perso il buon umore. Voglio delle gambe “come quelle di Oscar Pistorius”, diceva sorridendo. Anche sua moglie Lory non si è lasciata abbattere. Così confidava al Corriere della Sera: “La strada è lunga ma piano piano ne verrà fuori. Il virus gli ha procurato delle ischemie. L’unica soluzione era amputare le gambe”.

In una intervista a Repubblica Bellugi spiegava in che modo gli è stato detto dell’amputazione. Tutto è cominciato quando un giorno aveva malissimo a gambe e schiena. “Una sera, anche ai piedi e non mi era mai successo. – raccontava – Mi levo i calzini e vedo che sono diventati neri come la pece. Così corro all’ospedale Monzino dal mio amico Piero Montorsi, interista matto, che mi guarda e mi dice: Mauro, inutile girarci intorno, se vuoi vivere bisogna tagliare, altrimenti puoi pure morire in due ore. Avevo la cancrena fino all’inguine e un male, no, davvero, non puoi capire che male”.

La patologia di cui soffriva Mauro da anni era  “una malattia mediterranea” che però aveva “bisogno di un socio, di un compagno di merende, e insieme al COVID si sono trovati e hanno fatto baraonda, un macello proprio, quei due insieme si sono scatenati”.

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