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C’era una volta il divismo. I vip, i famosi, appunto i divi, personaggi che ai comuni mortali apparivano come esseri enigmatici, ‘superiori’, inarrivabili. Non solo per le loro vite lussuose non accessibili alla gente ‘normale’: nell’inconscio collettivo, per decenni, da quando è nato il mondo dello spettacolo, c’è stata la tensione a immaginare i vip come persone quasi eteree e inafferrabili, anche per quel che riguarda la statura dei loro pensieri. Siffatto inconscio collettivo lo si può riassumere così: “Vivono in un’altra dimensione. Chissà cosa capita là. Sicuramente non avranno i problemi nostri, non si perderanno in litigi da poco, in bassezze che popolano la quotidianità. Avranno altro a su cui ragionare, altri parametri con cui affrontare la vita”. Poi sono arrivati i social e i reality televisivi – su tutti il Grande Fratello Vip – e il velo di Maya è stato squarciato, restituendo un’immagine potentemente deludente di gran parte dei personaggi che alimentano lo star system.

I social e gli show come il GF Vip, spesso criticatissimi, hanno però avuto un grande merito. Certo poco lodevole, ma un merito lo hanno senza dubbio avuto: i divi non sono per nulla esseri ‘superiori’. Non compiono viaggi intellettuali ‘alti’ preclusi ai più, spesso non hanno alcunché da insegnare. E, udite udite, addirittura cascano in bassezze umane che una persona comune manco si immaginerebbe: invidie, colpi bassi, discorsi permeati da un’ignoranza di fondo che lascia basiti (“Ma davvero una simile persona ha potuto avere successo?”, la domanda che spesso affiora in mente vedendo e ascoltando alcuni ‘famosi’ o pseudo tali).

GF Vip e social: regna il ridicolo e l’imbarazzo

Il divismo, oggi, non esiste più, lo hanno paradossalmente sgretolato i vip stessi, molti dei quali trascorrono ore sui social a mostrarsi in modo ridicolo e a veicolare i propri imbarazzanti ragionamenti. Consiglio spassionato: tacere non è poi così male, eviterebbe parecchie figuracce. I reality show hanno fatto il resto. Il caso di Marco Bellavia, bullizzato al GF Vip dal ‘branco’, è l’ultimo episodio che ha certificato che di ‘vippismo’, in quella Casa e altrove, non c’è proprio nulla.

In questi anni, i telespettatori e gli internauti hanno quindi potuto godere di tale balsamo: guardando alla quotidianità dei ‘famosi’, ritenuti fino a un paio di decenni fa creature irraggiungibili, hanno compreso che, sovente, c’è ben poco da invidiare. Magari si possono concedere hotel a cinque stelle, ma dal punto di vista umano trapela non di rado un’aridità tristemente sbalorditiva. Alcuni vivono di meschinità e grettezze giornaliere che non spingono certo all’emulazione, bensì alla repulsione.

Di fatato e fiabesco c’è ben poco (al tal riguardo emblematica la separazione di Totti e Ilary Blasi). C’era una volta il divismo… C’era, appunto: il velo di Maya è stato levato, svelando miserie da far accapponare la pelle.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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