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Nessuna condanna, Chiara Ferragni è stata prosciolta nel processo nato dal famigerato “Pandoro Gate“. L’influencer cremonese ha vissuto due anni da incubo. Dall’essere un’icona globale, si è ritrovata catapultata nelle aule giudiziarie per fronteggiare la pesante accusa di truffa aggravata. Gli sponsor sono spariti, così come è sparito il suo ex marito Fedez. Nel bel mezzo della tempesta che l’ha travolta, è infatti anche finito il suo matrimonio. E non è terminato a tarallucci e vino. L’imprenditrice digitale ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato come la sua esistenza sia drasticamente cambiata nell’ultimo biennio.

Chiara Ferragni racconta i suoi due anni da incubo

“Sono stati due anni in cui tutte le cose che potevano andare male sono andate male, ma ho sempre pensato che ci doveva essere per forza un bel finale perché non c’era nessun elemento per parlare di una truffa”. Così Ferragni, dopo essere stata prosciolta. L’influencer ha quindi ribadito di essersi sempre sentita innocente per quel che riguarda l’accusa di truffa aggravata. Dall’altro lato ha ammesso di essere stata ingenua e di aver commesso alcuni errori:

“Eravamo all’apice del nostro successo, erano gli anni in cui ho fatto Sanremo, la serie tv, le maggiori campagne global e progetti benefici molto importanti, perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare nell’operazione del pandoro legata a una piccola operazione benefica dalla quale non avremmo guadagnato un euro in più? Abbiamo sempre pensato che potevamo fare errori, e li abbiamo fatti, ma in buona fede. Il problema è stato non capire che anche una questione del genere potesse avere dei rischi se non gestita bene, mentre io vedevo solo come una cosa positiva il dare un macchinario ad un ospedale. Sì, sono stata molto ingenua. Mi sono comunque presa tutte le responsabilità”.

Quando le è stato chiesto che cosa cambierebbe se potesse tornare indietro, ha risposto che si circonderebbe di persone con maggiore esperienza. “La gente mi vedeva perfetta, ma sono umana anche io, provo sensazioni, però mai nella mia vita mi sarei immaginata indagata e imputata in un procedimento penale”, ha aggiunto. Negli ultimi due anni non ha mai parlato con la stampa, eccezion fatta per un paio di occasioni. Motivo? “Perché avevo paura che qualsiasi cosa dicessi potesse essere usata contro di me. È stata una delle cose più difficili da gestire nella mia vita e l’ho voluta affrontare a testa alta perché sapevo di essere innocente”.

La sofferenza per la fine del matrimonio con Fedez

Da quando è iniziato l’incubo, Ferragni ha anche vissuto sulla sua pelle la classica dinamica del carro del vincitore che di colpo si spopola quando iniziano a esserci guai in vista. “Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono”, ha dichiarato l’influencer, che ha però rimarcato che si sono avvicinate a lei anche persone che l’hanno sempre spronata ad andare avanti e a essere forte.

Mentre veniva travolta dalla burrasca, è anche finito il suo matrimonio con Fedez. “C’è stata una separazione pubblica nell’unico mio momento di bisogno, mi sono sentita completamente abbandonata. Ho sofferto tantissimo”, ha detto Ferragni riferendosi all’ex marito con il quale ha avuto due figli. A non abbandonarla, invece, è stata la sua famiglia, alcuni cari amici, i suoi avvocati e tante persone comuni che hanno provato a tranquillizzarla.

Quando si vivono situazioni estremamente critiche, si cambia. Per forza. Ferragni è oggi una persona diversa, come lei stessa ha rimarcato:

“Prima il valore era di essere sempre sulla cresta dell’onda, fare progetti di successo, sentire che comunque tutti mi applaudivano. In questi due anni ho fatto un lavoro su me stessa pazzesco perché ho imparato a prendermi cura della mia persona e a credere ogni giorno che la verità sarebbe emersa. Io sono un’eterna positiva, cerco sempre di vedere il bello. Adesso pian piano comincerò a parlare e racconterò senza rabbia cosa sono stati questi due anni. In aula ho stretto la mano al pm Fusco. La persona tutta perfezione di prima con quell’aura, che io non ho mai cercato, ma che evidentemente in qualche modo ho alimentato, non esiste più. Ora sono più consapevole, più attenta e voglio essere più vera. Vorrei che gli altri riuscissero a percepirmi come sono veramente”.

Fabio Maria Damato punge Chiara Ferragni

A essere prosciolto con Chiara Ferragni è stato anche il suo ex manager Fabio Maria Damato. L’uomo, attraverso un post social, ha commentato la vicenda, non lesinando una stoccata all’influencer. “Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio”, le parole del manager che, evidentemente, non ha mai digerito il fatto di essere stato mandato via dall’universo Ferragni dopo lo scoppio dello scandalo dei pandori.

Ferragni prosciolta, Selvaggia Lucarelli: “Non vuol dire assolta”

Sull’epilogo della vicenda giudiziaria ha detto la sua anche Selvaggia Lucarelli, ossia colei che per prima ha portato a galla a livello giornalistico la vicenda opaca della vendita dei pandori legata alla beneficenza. Così la giornalista sui suoi canali social:

“Tecnicamente Chiara Ferragni è stata prosciolta, non assolta. Questione Ferragni spiegata in breve: per procedere per il reato di truffa servivano le querele che inizialmente c’erano, Codacons aveva ritirato le querele grazie ad un accordo mediante risarcimento. Dunque, senza quelle querele, era impossibile processare Ferragni per truffa semplice. Quella aggravata (che procede anche senza querele) non ha retto perché mancavano le aggravanti. Tecnicamente è stata prosciolta, non assolta. Resta invece colpevole di pubblicità ingannevole e sul fronte amministrativo ha estinto il suo debito pagando 3 milioni di euro tra multe e donazioni”.

Lo staff di Ferragni ha replicato a Lucarelli: “Ci fa piacere farle notare che il proscioglimento di Chiara Ferragni corrisponde a una piena assoluzione. La improcedibilità significa, lo può riferire all’esperto legale che le ha suggerito quanto lei scrive, che non era possibile procedere per truffa aggravata perché ne mancavano i presupposti. Quindi, se vuole, è anche peggio. Questo processo non si doveva fare”.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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