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Enrico Ruggeri piccato sul Coronavirus e chi non si espone: cos’ha detto

Il cantautore milanese risponde alla polemica che si è venuta a creare dopo il suo tweet sul Covid-19. Non è un negazionista, ma afferma che non si può rinunciare a vivere per paura di morire

Il tweet di Enrico Ruggeri che commenta la gestione dei contagi da Coronavirus da parte del governo ha riscosso una notevole risonanza mediatica. Lo hanno tacciato di avere idee fasciste e di essere un negazionista del virus, ma lui si difende e afferma che tutte queste etichette non gli appartengono.

La “polemica” del cantautore, se così possiamo definirla, nasce dal fatto che, a suo avviso, sia inutile chiudere tutto, tornare quasi in lockdown “Se c’è un positivo ogni 400 persone” e ha poi aggiunto: “Penso che qualcuno sta impazzendo“. Non nega il Covid-19: intervistato da Il fatto quotidiano ha ribadito che utilizza tutte le precauzioni per evitare il contagio.

Usa la mascherina, il distanziamento e in molti lo reputano “generoso” perché offre tamponi: “Una volta alla settimana arriva una signora in studio e ci controlla tutti“. Gli insulti ricevuti sotto il suo post sul social network lo hanno fatto nuovamente pensare al fatto che sia meglio dichiarare il proprio pensiero. Ha deciso di commentare una situazione che sta a cuore a tutti ma da cui, molti altri colleghi, si tengono placidamente fuori.

Ruggeri contro i colleghi che non si espongono: “galleggiano, mediocri”

Dopo il mio tweet non avete idee di quanti colleghi mi hanno chiamato: “Bene, bravo”. Ho il record delle felicitazioni segrete” – confessa Ruggeri che si scaglia proprio contro quelli che preferiscono agire sottobanco invece di esprimere liberamente le proprie opinioni.

“Se hai il timore delle tue idee, se ti nascondi, tentenni, diventi il re del cerchiobottismo, è normale perdere peso specifico. Diventi uno capace solo di galleggiare; ma oggi è il tripudio della mediocrità”.

Non è la prima volta che il cantautore milanese espone il proprio pensare senza prestare grande attenzione a ciò che potrà scaturire nell’opinione pubblica. Poco tempo fa, ospite del programma tv di Nicola Porro, Quarta Repubblica su Rete4, Ruggeri aveva dichiarato di essere all’interno di una società che non accetta alcune situazioni inevitabili e fisiologiche: la vecchiaia, la morte.

L’unico principio sacro e inviolabile è “Pensa alla salute” – lamentava l’artista – È chiaro che uno cerca di vivere meglio possibile, di salvaguardarsi, ma muoiono 400-500 persone di cancro al giorno. Sorriso se vedo uno con mascherina che magari ha un’alimentazione disastrosa“.

Lo hanno quindi minacciato di morte e gli hanno augurato di beccarsi proprio il Covid. Ma con molta pacatezza Ruggeri ha risposto che è più importante ricordare che non possiamo rinunciare a vivere per paura di morire: “È contro natura“.

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