Il comico Andrea Pucci, che ha alle spalle svariate collaborazioni con Mediaset, ha detto la sua sulla vicenda che ha travolto Alfonso Signorini, accusato da Fabrizio Corona nel podcast Falsissimo di aver messo pressioni ad alcuni aspiranti concorrenti del Grande Fratello Vip per ottenere favori intimi. Il conduttore si professa innocente e ha denunciato l’ex re dei paparazzi, sostenendo di essere stato vittima di revenge porn. Anche lo stesso Signorini è però stato denunciato. A chiedere giustizia è stato Antonio Medugno, il quale ha dichiarato di essere convinto di aver subito violenza ed estorsione da parte del giornalista.
Andrea Pucci dalla parte di Fabrizio Corona nel caso Signorini
Pucci nel corso di uno spettacolo tenuto a Bergamo alla Chorus Life Arena, come dimostrato da un video che ha iniziato a circolare su TikTok, ha detto a chiare lettere di stare dalla parte di Corona. “Io non sono Corona, quello… però questa volta sono dalla parte di Corona, sono contento che tiri fuori tutta la verità”, ha dichiarato il comico milanese. Trattasi del primo volto Mediaset (Pucci non è un dipendente del Biscione, ma come accennato è associabile alle reti berlusconiane per le tante collaborazioni svolte negli anni con Canale 5 e Italia 1) che si schiera apertamente dalla parte dell’ex re dei paparazzi e, di conseguenza, non con Signorini.
Sull’operato dell’ex conduttore del Grande Fratello Vip e su Antonio Medugno, nelle scorse ore ha detto la sua anche Nathaly Caldonazzo. L’attrice, in una intervista concessa a LolloMagazine, ha ricordato di aver partecipato al reality più spiato d’Italia proprio quando vi prese parte anche l’influencer campano, con il quale strinse un forte legame di amicizia. Caldonazzo ha riferito di aver sentito il giovane dopo che è scoppiato lo scandalo e di avergli suggerito di non rimanere in silenzio, per non farsi fagocitare dall’odio del web.
Tutto il contrario di quel che pensa Signorini, che proprio nelle scorse ore, attraverso un editoriale scritto di suo pugno su Chi Magazine, ha rivendicato la scelta del silenzio, affermando che con il tempo emergerà la verità e lasciando intendere che tale verità proverà che non ha fatto nulla di scorretto e di penalmente rilevante. La palla ora passa a chi sta svolgendo le indagini.

