Fabrizio Corona ha pianto quando ha scoperto che Belen Rodriguez si era presa una cotta per Stefano De Martino. A raccontarlo è Maurizio Sorge, uno dei paparazzi più famosi d’Italia. Intervistato da MowMag, il fotografo ha reso noti alcuni aneddoti della sua amicizia lunga più di vent’anni con l’imprenditore milanese 51enne che oggi è tornato al centro della scena grazie alla chiacchierata docuserie Netflix “Fabrizio Corona: io sono notizia” e per via della bufera che ha scatenato su Alfonso Signorini nel podcast Falsissimo.
Fabrizio Corona pianse quando scoprì l’infatuazione di Belen per Stefano De Martino
“Lui è un po’ folle, ma gli voglio bene, io so che posso contare su di lui e lui sa che io per lui ci sono sempre”, ha dichiarato Sorge che ha poi rivelato che Corona andò in crisi quando si stava lasciando con Belen. Lei si infatuò di un allora giovanissimo Stefano De Martino che iniziava ad acquisire popolarità grazie ad Amici di Maria De Filippi. Il fotografo ha riferito di telefonate ricevute dall’ex re dei paparazzi in piena notte:
“Mi ricordo bene che quando lui era in crisi con Belen Rodriguez mi telefonava spesso, anche alle 5 della mattina e piangeva. Mi diceva che lei gli ripeteva che aveva questa cotta per il ragazzetto e che voleva lasciarsi andare con lui. Il ragazzo di cui parlava era Stefano De Martino! Questo per dire che io ho vissuto la parte più autentica e segreta della sua vita, con situazioni che possono far ridere e altre volte fanno pensare”.
Sorge ha inoltre sostenuto che è stata proprio Belen la donna che Corona ha amato di più, rivelando un altro curioso episodio capitato durante la love story: “Tra le sue tantissime donne, di una era innamorato: Belen. Ricordo ancora un viaggio infernale da Firenze a Milano, dopo Pitti Uomo. Passammo tre ore ad ascoltare la canzone “Il regalo più grande” di Tiziano Ferro, perché era quella sua e di Belen. Faceva partire il ritornello e poi la rimetteva da capo. Una follia“.
Un’altra ‘follia’ di Corona resa nota da Sorge è ciò che avvenne a Firenze circa vent’anni fa. Sempre stando alla versione del fotografo intervistato da MowMag, un’azienda di moda aveva stipulato un contratto con Fabrizio e suo figlio Carlos per Pitti Uomo e Pitti Bimbo. “Il giorno prima – ha dichiarato Sorge -, non ne ricordo i motivi, Nina Moric gli vietò di andare con il padre a Firenze. Per non perdere il compenso prese il figlio del suo autista e lo presentò come Carlos. Gli fece la testa come un pallone ripetendogli mille volte di chiamarlo papà. Ricordo l’imbarazzo di questo bambino in mezzo a tanta gente. Fu divertente”.
Maurizio Sorge: “Signorini? Corona non si fermerà”
Il fotografo ha anche commentato l’agire di Corona contro Alfonso Signorini, assicurando che l’ex re dei paparazzi non si fermerà: “Fabrizio andrà avanti. Io so che ha altre cose in mano, aspettiamoci altre bombe”. Pare proprio che l’imprenditore farà altre dichiarazioni roboanti. Pochi giorni fa ha annunciato che il 26 gennaio, a partire dalle ore 21, sarà disponibile una nuova puntata di Falsissimo. Corona ha sostenuto di essere entrato in possesso di materiale che proverà che Signorini ha commesso “reati gravissimi”.
Sorge ha anche parlato del periodo dei guai giudiziari di Corona e degli anni che quest’ultimo ha passato in carcere: “Se lui avesse usato un po’ più di tattica e se avesse avuto più amor proprio, avrebbe potuto ambire a posizioni di rilievo e avrebbe evitato gli anni di galera. Secondo me i magistrati, i giudici o chi per loro, l’hanno voluto colpire fortemente, per educarne mille”.
Il fotografo ha inoltre aggiunto che secondo lui Corona, avendo attaccato e riso della magistratura, ha commesso un errore: “Nel 2009 lo misi in guardia e gli dissi di stare attento, di moderare anche i toni, quando fece la puntata di Matrix io ero vicino a lui e prima del collegamento gli dissi, ‘adesso devi dire che hai fiducia nella magistratura e che ti fidi della giustizia’. Lui mi disse, ‘ma stai zitto, io dico quello che voglio’. Se mi avesse ascoltato forse sarebbe andata meglio per lui. Adesso però mi dice spesso che avevo ragione”.

