Proprio nel giorno in cui inizia la nuova stagione di C’è posta per te, ossia sabato 10 gennaio, la notizia dell’arresto di Can Yaman ha fatto il giro del mondo. Per il divo turco sono scattate le manette a Istanbul, nel corso di un’indagine legata al traffico e al consumo di droga. E che cosa ci azzecca tale faccenda con l’esordio del popolare people show di Maria De Filippi? L’attore, proprio nella prima puntata, è previsto come ospite. Molti si sono domandati se dopo che si è saputo della vicenda avvenuta nella capitale turca, Mediaset trasmetterà comunque lo show con la sua partecipazione. La risposta, secondo quanto appreso dall’AdnKronos, è sì. I piani alti del Biscione, di concerto con De Filippi, avrebbero deciso di non tagliare l’ospitata.
C’è posta per te, puntata con Can Yaman confermata nonostante l’arresto
C’è posta per te non è un programma in diretta. Ciò significa che, se si fosse voluta eliminare la presenza di Can Yaman a poche ore dalla messa in onda, si sarebbe dovuto andare a toccare il montaggio. Non un’operazione semplicissima, ma nemmeno impossibile. L’alternativa poteva essere quella di proporre un’altra puntata già registrata. Da giorni, però, viene pubblicizzato il debutto del people show con le ospitate di Can Yaman e Raoul Bova. Cambiando puntata, i telespettatori si ritroverebbero a guardare un qualcosa che non è stato annunciato. Non proprio un figurone per Maria e Canale 5.
Alla fine si è deciso di non modificare il palinsesto, anche perché è vero che per il protagonista di Sandokan sono scattate le manette, ma è pur vero che, da quanto spiegato dai media turchi, l’indagine è agli inizi e non è detto che il divo sia condannato. In altre parole, Mediaset ha assunto la comprensibile linea garantista. Una scelta che ha innescato reazioni differenti sui social.
Alcuni utenti hanno detto di essere assolutamente d’accordo sul fatto che non ci debba essere alcun taglio in merito all’ospitata di Yaman, affermando che oscurarlo sarebbe un’operazione avventata e giustizialista. Dall’altro lato, invece, coloro che sostengono che De Filippi e i vertici dell’azienda dovrebbero mettere in stand by la slot di C’è posta per te con la presenza dell’attore e attendere lo sviluppo delle indagini.

