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Carla Bruni: tre anni di carcere per Sarkozy, la reazione della modella

Dopo la condanna a tre anni, l’ex modella mostra solidarietà al marito pubblicando una foto romantica con tanto di hashtag #injustice

Carla Bruni sembra determinata a difendere il suo Nicolas Sarkozy. Dopo che l’ex presidente francese è stato condannato per traffico di influenza e corruzione, l’ex première dame ha pubblicato un post su Instagram con tanto di parole di battaglia e d’amore. Secondo Il Corriere, na condanna a tre anni e 2 con la condizionale ingiusta per l’ex modella. Tante le accuse a carico del marito, tra cui anche la corruzione di un magistrato della Corte di Cassazione nel 2014. Si tratta di Gilbert Azibert a cui Sarkozy avrebbe chiesto delle informazioni in cambio di un posto a Monaco, alla Corte di revisione.

L’ex premier francese, dopo la condanna, ha abbandonato il palazzo di giustizia senza aggiungere nulla e senza commentare. Intanto, la Bruni, però, non è rimasta a guardare e ha mostrato la sua solidarietà sui social: “Che folle implacabilità amore mio… la lotta continua, emergerà la verità”. Parole molto chiare quelle dell’ex modella e cantante con tanto di hashtag #injustice. Il tutto accompagnato ad una romantica foto di lei insieme a Sarkozy.

 

Nel 2020, la procura nazionale finanziaria aveva chiesto condanne molto severe anche per il magistrato Gilbert Azibert (4 anni, tra cui 2 con la condizionale e 5 anni di divieto di esercizio della professione). Per l’avvocato Thierry Herzog, invece, erano stati chiesti 4 anni di carcere.

Dal canto suo, il francese ha sempre provato a discolparsi, respingendo le accuse. Christine Mée, la presidente del tribunale ha prospettato come soluzione quella di far scontare a Sarkozy un anno di pena ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico per evitare il carcere. I legati, intanto, hanno fatto sapere di avere intenzione di appellare la sentenza.

Questo stesso mese il politico dovrà fare i conti con un altro processo che coinvolge 13 persone. Le accuse, in questo caso, riguardano il presunto finanziamento alla sua campagna elettorale del 2007 da parte della Libia.

Non è la prima volta che un presidente francese subisce una condanna penale. Nel 2011, infatti, anche Jacques Chirac era stato condannato a due anni per aver appoggiato alcune assunzioni di favore all’interno del comune di Parigi. Nel caso del predecessore di Sarkozy, però, non ha dovuto scontare alcuna pena.

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