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De Panicis Milano

Televisione

Bufera su Elisa De Panicis: compleanno al ristorante, così s’aggira la legge

L’influencer, ex concorrente del GF Vip 4, ha festeggiato in un locale milanese nonostante la Lombardia sia in zona arancione. Bufera per l’evento

Bufera su Elisa De Panicis, la modella e influencer che si è fatta conoscere sul piccolo schermo per la partecipazione al Grande Fratello Vip 4. Nelle scorse ore la giovane ha festeggiato il suo compleanno a Milano, in un ristorante, con tanto di invitati (una decina). Ma come è possibile? In Lombardia, e quindi anche nel capoluogo regionale, vige la zona arancione (da pochi giorni, fino a domenica scorsa c’era persino la zona rossa). Tradotto: ristoranti e locali chiusi, ammesso solo il cibo d’asporto. Qualcuno, però, come la De Panicis ha trovato il modo di aggirare l’ostacolo.

Come è possibile cenare in un ristorante in zona arancione di questi tempi? Semplice: gli hotel sono aperti h24 e garantiscono il servizio completo, anche di ristorazione. Per accedervi bisogna però pernottare. Così Elisa, assieme ad altre persone, ha alloggiato per una notte al The Roof Milano, cenando e facendo festa. Tutto a norma di legge. Forse non proprio un esempio di buon senso, ma questo non è punito dalla legge. Quindi tutto in regola. La questione ha comunque attirato una pioggia di critiche sulla modella che ai microfoni di Giornalettismo ha dato la sua versione sulla vicenda.

Elisa ha dichiarato:

“Io vivo tra la Spagna e l’Italia. Sono tornata a Milano, ho fatto un party al Roof Milano, ho invitato i miei amici: tutti hanno fatto il tampone, prenotato una stanza e poi cenato in terrazza. Mica eravamo solo noi. C’erano almeno 50 persone sedute in altri tavoli”.

Ha quindi aggiunto di non aver infranto alcuna regola e che anche altre prima di lei hanno adottato un simile stratagemma per fare festa:

“La scorsa settimana altre influencer come Chiara Biasi e Gilda Ambrosio hanno fatto la stessa identica cosa al “Bulgari Hotel”. Io ero in Spagna, ho visto le loro stories, e ho pensato che in Italia fosse tutto ok”.

C’è un altro dettaglio ‘morale’ che sfugge. Oltre ad aver cenato in un locale con un escamotage ‘rivedibile’, la De Panicis ha pubblicato il tutto sui social. Perché? Era proprio indispensabile?

“Non volevo fare le stories su Instagram, però sono stati gli stessi gestori del locale a propormi lo scambio merce. Facendo le stories, risparmiavo il 20%. Alla fine il pagamento era sulle mia spalle, quindi le ho fatte”.

Si passa ai dettagli del party. L’influencer ha raccontato che al suo tavolo “purtroppo poi si sono aggiunte altre persone e forse eravamo otto, ma anche dinanzi a noi era pieno di gente e altre tavolate”. Quindi ha rimarcato che nessuna legge è stata infranta perché le norme vigenti permettono di andare nei ristoranti degli hotel a patto che si pernotti nella struttura alberghiera in cui si consuma il pasto.

Elisa De Panicis e la festa al The Roof Milano: la versione della proprietà

Sempre Giornalettismo è entrato in contatto con la proprietà dell’hotel in cui si è svolto il party ‘incriminato’. “Erano in due tavoli da quattro. Anzi erano in dieci. Due tavoli da quattro e uno da due. Tutti registrati in hotel. Hanno cenato”, hanno spiegato dal The Roof.

A questo punto però la versione della proprietà non coincide con quella data dall’ex gieffina che ha dichiarato di aver avuto uno sconto del 20% sul conto per aver sponsorizzato sui social con delle Stories e dei post il locale:

“Hanno bevuto per il brindisi ma il conto è stato pagato da due signori a cui abbiamo fatto uno sconto del 10% perché è un cliente abituale. Le giro anche messaggio del ragazzo che conferma la mia tesi. Anzi nel pomeriggio una delle ragazze, Mila Suarez, mi aveva chiesto se potevano fare stories e tag; io ho detto no. Come tutti voglio incassare”.

Dunque dal The Roof hanno fatto sapere una cosa ben diversa rispetto a quella dell’ex gieffina. Alla fine l’hotel ha anche reso noto la spesa totale del party a cui hanno partecipato 10 persone: 812 euro. Lo scontrino è stato battuto all’1.06, in piena notte, quando è finito il party. E il coprifuoco?

“Ma loro erano clienti dell’hotel e noi garantiamo servizio 24 ore su 24. Il coprifuoco vale per un locale esterno, non per un hotel. All’una quando i miei ragazzi mi hanno chiamato, perché loro volevano far feste, io ho detto chiudete tutto”.

https://www.instagram.com/p/CIRsSa-BZ5Y/

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