Barbara D’Urso, dopo che è trapelata la notizia della sua decisione di denunciare Mediaset e di portare in tribunale l’azienda per cui ha lavorato per 16 anni, si è presa qualche giorno per riflettere su come affrontare mediaticamente il tema. Ora ha rotto il silenzio, attraverso una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, confermando le indiscrezioni che circolano da anni, vale a dire che ci sarebbe un veto da parte dei vertici di Cologno Monzese affinché lei non lavori nemmeno in Rai. La conduttrice campana ha anche commentato le voci relative a presunti paletti messi da Maria De Filippi e Silvia Toffanin quando lei era sotto contratto con il Biscione.
Barbara D’Urso contro Mediaset: “Ho le prove, c’è un divieto di avere contatti con me in azienda”
Tre anni fa si verificò l’addio traumatico e unilaterale tra D’Urso e Mediaset. L’azienda la tolse dalla conduzione di Pomeriggio 5, affidando il talk a Myrta Merlino. Barbara aveva un contratto che scadeva a dicembre. Venne pagata per rimanere ferma ai box e poi il silenzio tombale. Il suo telefono smise di squillare. A proposito della rottura, la 69enne si è così pronunciata:
“Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone: da allora non ho mai ricevuto una spiegazione né un solo messaggio da nessuno. Mi è stato poi riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai vili traditori. E ovviamente ho le prove. Ho capito che non era giusto trascurare ancora questioni che avevo deciso di accantonare solo per il bene di quel rapporto”.
La conduttrice ha aggiunto che non può in questo momento riferire tutti i dettagli della vicenda in quanto è diventata materia su cui si dovranno pronunciare i giudici. Qualcosa, però, ha detto. Per la prima volta ha commentato le voci che sostengono che Mediaset abbia imposto un veto per non farla lavorare in Rai:
“Per più di una volta ed esattamente tre, stavo per condurre una trasmissione in prime time in Rai: ci sono state numerose riunioni con i vertici dell’azienda e il responsabile dell’intrattenimento di una grossa casa di produzione. Mi erano stati prospettati due progetti editorialmente in linea con l’azienda, sui quali abbiamo lavorato tanto, e improvvisamente sparivano tutti”.
La conduttrice parla dei suoi guadagni milionari
Quando di recente è diventata di dominio pubblico la notizia relativa alla denuncia di D’Urso contro Mediaset, l’azienda di Cologno Monzese ha diramato un comunicato in cui si è difesa. Inoltre ha fatto filtrare che la conduttrice, nei 16 anni di collaborazione, ha guadagnato più di 35 milioni di euro. Una cifra che la diretta interessata ha smentito: “Qualunque sia la cifra da me guadagnata in 16 anni di lavoro in esclusiva, che non è quella, facendo quattro trasmissioni contemporaneamente, Mediaset e Publitalia, dal mio lavoro, hanno guadagnato enormemente di più”.
D’Urso ha evidenziato di essersi particolarmente “irritata” quando Mediaset ha parlato dei compensi in quanto, a suo avviso, è fuorviante ridurre la vicenda a una questione meramente economica: “Io ora voglio solo tutelare i miei diritti, tutelo i miei diritti come lavoratrice e come artista che non è stata rispettata”. E a proposito del rispetto, ha commentato il patatrac avvenuto mesi fa a Domenica In. D’Urso apparve nella trasmissione di Rai 1 con un videomessaggio per un’amica che era ospite da Mara Venier. Dall’account Mediaset ufficiale Instagram uscì un commento in cui le due donne venivano definite in modo volgare. Il Biscione parlò di profilo hackerato. Una versione piuttosto sospetta. Non si esclude che chi stesse gestendo l’account in quel momento abbia commesso un pasticcio. Naturalmente l’episodio non passò inosservato.
“Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente. Il post era lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, donna e artista”, ha dichiarato D’Urso, sempre nell’intervista alla Stampa.
La chiusura di Pomeriggio 5: “Ma quale ciclo chiuso, la trasmissione è andata avanti”
Quando alla 69enne è stato chiesto cosa pensa della sua cacciata, è arrivata la seguente replica: “Forse qualche vendetta personale nell’ambiente? E per cosa poi? E comunque il pubblico è attento e si sarà fatto una sua opinione”. Mediaset, ufficialmente, ha sempre sostenuto di non aver avuto problemi personali con la conduttrice e che la decisione di non rinnovarle il contratto è stata soltanto editoriale. “C’è stata la chiusura di un ciclo”, hanno dichiarato dal Biscione. Una versione a cui la D’Urso non crede:
“Se si fosse chiuso un ciclo sarebbe stato chiuso anche Pomeriggio 5, programma ideato e scritto da me con altri autori e giornalisti di Videonews. Ma il programma è proseguito pressoché identico per altre due stagioni, è stata cambiata la conduzione a settembre, senza un vero cambio editoriale. Non sarei sincera a dire che non ho fatto errori, ma non mi sono mai comportata in modo scorretto. Ho sempre e unicamente fatto ciò che mi è stato chiesto, ho sempre condiviso qualunque scelta e decisione con i vertici aziendali”.
La conduttrice ha inoltre raccontato che prima dello strappo definitivo c’è stata una trattativa per il rinnovo contrattuale. Trattativa non andata a buon fine. Motivo? “Mi è stata fatta un’offerta talmente umiliante, che mi vergogno anche a raccontarla”. “Per me è importante tornare a fare il mio lavoro, che mi è stato strappato via senza poter nemmeno salutare il mio pubblico. Prima o poi sono sicura che ritroverò il mio pubblico, lì dove è sempre stato, quando tornerò in video”, ha aggiunto.
I rapporti con Maria De Filippi e Silvia Toffanin
Maria De Filippi e Silvia Toffanin sono state citate negli atti presentati in tribunale da D’Urso. Secondo la quest’ultima, nelle sue trasmissioni esisteva un divieto di poter parlare di personaggi provenienti dal mondo De Filippi. “Quelli di cui parliamo sono fatti che ho vissuto in prima persona, e che molti altri, tra produttori, autori e ospiti dei miei programmi hanno vissuto con me: li confermeranno quando saranno sentiti in Tribunale”, ha affermato la conduttrice campana, confermando quindi quanto filtrato nei giorni scorsi sugli organi di stampa.

