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Clamoroso passo indietro: Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione del Festival di Sanremo. Solamente pochi giorni fa Carlo Conti annunciava la presenza del comico milanese sul palco del Teatro Ariston, spiegando che sarebbe stato protagonista nella serata di giovedì 26 febbraio. Nel primo pomeriggio di domenica 8 febbraio, il dietrofront: lo showman ha fatto sapere che la sua famiglia ha ricevuto insulti e minacce nelle scorse ore. Da qui la scelta di non prendere parte alla popolare kermesse canora.

“Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”, ha dichiarato il comico nel rendere note le motivazioni che lo hanno spinto a dire no a Sanremo. Ha poi parlato di “onda mediatica negativa” che altera “il patto fondamentale” con il pubblico. Nel rinunciare alla co-conduzione, ha ringraziato Carlo Conti e la Rai per l’offerta. “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”, ha continuato Pucci.

Il messaggio integrale di Andrea Pucci: le motivazioni della rinuncia a Sanremo

Di seguito il testo integrale tramite cui il comico ha deciso di defilarsi dal Festival in partenza il prossimo 24 febbraio:

“Il mio lavoro  è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio Paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell’uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l’intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell’annunciata partecipazione a Sanremo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del Paese, altera il patto fondamentale che c’è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare. A 61 anni, dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene. Devo e voglio ringraziare Carlo Conti, la Rai, e tutti coloro che hanno creduto, pensato e proposto questa occasione che avrebbe significato per me una meravigliosa celebrazione. Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l’uomo di destra e l’uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno. Rimando quindi tutti gli in bocca al lupo a Carlo Conti augurandogli un’edizione di successo e vi aspetto a teatro”.

Le critiche e le polemiche a Carlo Conti e alla Rai

Non appena Conti ha annunciato Pucci come co-conduttore, la Rai e lo stesso direttore artistico della kermesse sono stati travolti dalle critiche. Sulla vicenda è anche intervenuta la politica. In particolare il Partito Democratico ha chiesto ai vertici dell’emittente pubblica perché fosse stato scelto un comico come Pucci, che in tempi non sospetti si è reso protagonista di commenti controversi, per usare un eufemismo.

Il riferimento è a quanto disse di Tommaso Zorzi (tramite un tweet espresse una volgarità sull’orientamento dell’influencer), a come descrisse Selvaggia Lucarelli (attaccò la giornalista dicendo che è “bruttissima), festeggiò una vittoria elettorale della destra definendo spregevolmente con il termine “zecche” i votanti di sinistra. E ancora, commentò il viso della segretaria del PD Elly Schlein affermando che è un mix di “Alvaro Vitali e Pippo Franco”.

Tra le voci più critiche verso Conti c’è stata quella di Selvaggia Lucarelli. Dopo l’annuncio del conduttore toscano, la giornalista ha ricordato a quest’ultimo gli sfondoni poc’anzi citati di Pucci. Anche Il Codacons è intervenuto sulla vicenda. In una nota aveva messo nero su bianco che il comico milanese è un “personaggio divisivo” e che Sanremo è invece un evento il cui spirito è unire. L’associazione aveva anche lanciato un monito alla Rai, assicurando che avrebbe monitorato attentamente l’operato di Pucci sul palco dell’Ariston. Non ce ne è più bisogno. Lo showman ha fatto un passo indietro. A memoria, mai si è verificato un simile caso nella storia del Festival. L’intera vicenda è parsa una vera e propria figuraccia e a uscirne peggio sono la Rai e Conti.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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