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Televisione

Svolta per 4 conduttori RAI: ecco chi va via dagli studi di Via Mecenate

Foto Caterina BalivoRAI: chi sono i conduttori che devono lasciare gli studi di Via Mecenate

Sono loro i conduttori RAI che presto dovranno lasciare gli studi di Via Mecenate a Milano. Stiamo parlando di Fabio Fazio, Caterina Balivo, Costantino Della Gherardesca e Massimo Gramellini. Questi i quattro presentatori che a breve “sloggeranno” dalla “cittadella televisiva”. I motivi di tale svolta sarebbero almeno due. Il primo è che la struttura, estesa per 7.500 metri quadrati, sarà destinata ad altri usi. Il secondo riguarderebbe la scadenza di un accordo siglato alcuni anni fa. Come scrive il Corriere della Sera, “gli edifici non sono di proprietà della RAI, ma sono stati dati in locazione“, grazie ad “un contratto di sei più sei che sta per arrivare ad esaurimento” (12 anni dopo la stipula). Il “trasloco” dovrebbe avvenire entro fine dicembre 2018.

I programmi RAI in onda dagli studi di Milano

Ad “andar via” dagli studi televisivi di Via Mecenate a Milano saranno alcuni dei programmi RAI più importanti come: Che tempo che fa (Rai1), Detto FattoThe Voice of Italy (Rai2) e Le parole della settimana (Rai3). Presto le popolari trasmissioni del Servizio pubblico si sposteranno presso gli ex padiglioni 1 e 2 al Portello, messi a disposizione da Fondazione Fiera di Milano. La cosa per certi versi un po’ curiosa è che oggi la TV di Stato decida di ritornare agli studi di Fiera dopo che in passato li ha lasciati. Nei primi anni ‘2000, proprio da lì sono state trasmessi show come L’Isola dei Famosi e Quelli che il calcio (con Simona Ventura) e Francamente me ne infischio (con Adriano Celentano).

Gli studi di Via Mecenate inaugurati nel 2007

Un primo passaggio dagli studi di Fiera a quelli di Via Mecenate a Milano avvenne nel 2007. All’inaugurazione dei luoghi furono presenti l’allora presidente a Viale Mazzini Claudio Petruccioli, il Dg Claudio Cappon e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. All’epoca il cambio di sede fu giustificato anche con la necessità di avere nuove strutture più grandi, dotate di tecnologie più moderne.

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