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Morgan fiume in piena su droga, Rai, Sfera Ebbasta: “Mi hanno triturato”

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Cantautoradio, il nuovo progetto di Morgan su Rai Radio 2

Ha fatto molto discutere per le vicende legate al suo sfratto, Morgan, ma oggi è tornato con un programma, Cantautoradio, completamente dedicato alla canzone d’autore; un appuntamento fisso in ben otto puntate – di cui la prima è andata in onda ieri – che lo vedrà alla conduzione su Rai Radio 2. Si è partiti da Fabrizio De André, a cui l’autore dedicherà ancora un altro appuntamento radiofonico, ma si arriverà anche alla musica contemporanea, a capire cioè come i grandi del cantautorato abbiano influenzato le nuove leve. “Il messaggio che voglio far passare – racconta Morgan al Messaggeroè largo, spero arrivi tanto ai giovani quanto agli anziani. Ai miei concerti c’è gente di tutte le età ed estrazioni sociali: non sono Sfera Ebbasta, io”.

Morgan senza freni contro i rapper: “Troppo legati alla realtà”

Al solito Morgan si racconta senza filtri e quindi certe uscite sono da metterle in conto, proprio come quella su Sfera Ebbasta che ha spinto l’intervistatore Mattia Marzi a chiedergli chiarimenti: “Non lo sono [polemico, ndr]. Semplicemente, ci tengo che quello che faccio venga compreso da tante persone. Le puntate di questo programma non sono esegesi per addetti ai lavori o analisi per universitari”. “A proposito di Sfera Ebbasta – gli viene chiesto ancora –. Qualcuno dice che i rapper oggi riescono a raccontare quello che un tempo narravano i cantautori, storie di disagio e di emarginazione”. “L’hip hop italiano – ha spiegato Morgan mettendo in mostra tutto il suo sapere e la sua competenza in materia – ha avuto un buon momento, ma ora si è stabilizzato. E comunque i rapper sono troppo legati alla realtà, invece il cantautore è ancorato al sogno, all’utopia”.

La sete di libertà di Morgan: “Sono estremo, i giornali mi hanno triturato”

Non pubblica un disco di inediti da un decennio e X Factor e Amici di Maria De Filippi lo hanno fatto conoscere al pubblico più come personaggio televisivo che come cantautore ma lui non ha mai perso la sua sete di libertà. Sete che spesso gli ha causato problemi ma di cui nonostante tutto va fierissimo: “Io – ha raccontato – sono estremo nella mia libertà. Dico quello che penso. Nessuno è in grado di farlo […] Hanno provato a disabilitarmi in molti modi – ha aggiunto rispondendo poi a un’altra domanda –, a partire da quell’intervista sulla droga. I giornali mi hanno triturato. Forse si sentono minacciati dal mio senso di libertà, ma a me non interessa il potere”.

Morgan in Rai: “Ambiente sano, però non mi danno un programma tutto mio”

E proprio a proposito di potere Castoldi ha confessato che non sono riusciti a trovargli una collocazione in Rai sebbene stimi moltissimo l’azienda più di qualsiasi altra realtà: “La Rai – queste le sue parole – è un ambiente sano: è molto più professionale di tutti i privati messi assieme. Quelli fanno solo clientelismo, senza meritocrazia. Però non mi danno un programma tutto mio: neanche i miei amici direttori, come Campo Dall’Orto, Dallatana o Freccero, sono riusciti a farmi lavorare. Secondo me mi sopravvalutano”. Che fosse un appello? O un pensiero in libertà? Dirlo è difficile, e in fin dei conti ci interessa poco perché il programma radiofonico affidato a Morgan permetterà al suo pubblico di seguirlo e agli appassionati di musica di conoscere un mondo, quello del cantautorato, che purtroppo non potrebbe avere tutto questo spazio in televisione. E di questo lui non potrà che essere soddisfatto.

 

Amo il trash. Amo Malgioglio. Amo Tina Cipollari. Adoro Maria De Filippi

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