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La morte di Michele Merlo, probabilmente, non avrebbe potuto essere evitata: lo ha messo nero su bianco una nuova perizia medico-legale disposta dal giudice del Tribunale di Vicenza, Stefania Caparello. Il cantante, che ha raggiunto una vasta popolarità grazie alla partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, è deceduto a 28 anni, a causa di una leucemia fulminante. Il cantautore si è spento all’ospedale Maggiore di Bologna, nel 2021. I suoi familiari hanno sempre sostenuto che il ragazzo poteva essere salvato e che la morte sarebbe sopraggiunta per una serie di errori. La vicenda ha avuto uno sviluppo giudiziario che ha chiamato in causa, come ricostruito dal Corriere della Sera, il medico di famiglia, Pantaleo Vitaliano, e l’Ulss 7 Pedemontana.

Morte di Michele Merlo: nuova perizia

Nelle scorse ore sono state rese note le valutazioni contenute nella relazione del consulente tecnico d’ufficio, chiamato a esaminare le possibilità di salvezza di Merlo, qualora fosse stata fatta una diagnosi tempestiva. La nuova perizia ha in parte rivisto le conclusioni delle precedenti consulenze. Infatti, nella relazione viene scritto che le chance di salvezza per il cantante sarebbero state inferiori rispetto a quanto stimato nel processo penale, che le considerava elevate.

In particolare, i consulenti hanno esaminato la velocità con cui la leucemia si è sviluppata, cercando di capire se un intervento immediato del medico di base, che aveva attributo i grossi lividi sulle gambe di Merlo a un problema muscolare, avrebbe potuto evitare il decesso. La causa civile, portata avanti dalla madre e dal padre dell’artista, che sono assistiti dall’avvocato Marco Antonio Dal Ben, è nata dopo l’archiviazione nel 2023 del procedimento penale per omicidio colposo, decisa dal gip Nicolò Gianesini. In quella sede, per i periti chiamati a valutare la vicenda, non vi era la certezza “oltre ogni ragionevole dubbio” che una diagnosi precoce avrebbe potuto salvare il 28enne.

Quando si concluderà il caso

Sempre come sottolineato dal CorSera, nel processo civile, a differenza di quello penale, non è necessaria la certezza assoluta. Si è arrivati alla citazione in giudizio dopo che nel giugno 2024 non è andato a buon fine un tentativo di conciliazione stragiudiziale delle controparti. Anche sul fronte civile, il caso, iniziato l’1 luglio 2025, sta volgendo al termine: la prossima udienza si svolgerà il 15 settembre. In quella data i legali presenteranno le conclusioni definitive. La sentenza potrebbe essere emessa entro la fine dello stesso mese.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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