Massimo Ceccherini, dopo aver accumulato debiti di gioco per circa 1 milione e 400mila euro tra istituti di credito e fisco, ha ottenuto l’ok dal Tribunale di Firenze per estinguere i suoi ammanchi con l’erario e altri creditori. Fondamentale per lo sblocco dell’iter è stato il pagamento di 300mila euro, cifra che è stata versata da una persona anonima. L’attore è affetto da ludopatia (come ammesso da lui stesso) e sta seguendo un percorso al SerD di Pistoia dove risiede da un paio d’anni con la sua fidanzata.
Massimo Ceccherini affetto da ludopatia: una persona anonima versa per lui 300 mila euro
Il resoconto processuale ha stabilito che l’ex concorrente dell’Isola dei Famosi aveva un passivo di circa 1 milione e 400mila euro. Ceccherini aveva richiesto il cosiddetto “concordato minore con assuntore”, un iter che consente a professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori in sovra-indebitamento di far fronte ai propri debiti attraverso l’intervento di una “terza persona”.
Nella vicenda dell’interprete toscano è stato cruciale il versamento di 300 mila euro. Il pagamento è stato effettuato da un suo caro amico, che è anonimo nel provvedimento del giudice Cristian Soscia, della quinta sezione civile del Tribunale di Firenze. Soscia ha omologato la richiesta dopo aver incassato l’ok da parte di tutti i creditori.
Il benefattore è Matteo Garrone?
Come ricostruito dal Corriere della Sera, l’ipotesi più realistica, stando ai documenti del Tribunale, è che il benefattore di Ceccherini sia il regista Matteo Garrone, con il quale l’attore ha collaborato in tre film: Il racconto dei racconti, Pinocchio e Io Capitano. Alla fine è stato deciso che il 61enne toscano sborserà all’erario 500 euro al mese per i prossimi 4 anni. Con i 300mila euro già versati salderà i restanti debiti.
Il giudice, dopo aver esaminato attentamente il caso dell’attore, ha evidenziato alcuni punti importanti della vicenda per dare il via alla procedura. Innanzitutto ha rimarcato che oggi Ceccherini può contare sul supporto della sua compagna e che il soggetto “sarebbe determinato ad intraprendere un percorso in ambito sanitario, rivolgendosi al competente SerD; in tale sede gli sarebbe stata diagnosticata la patologia del “Dga – Disturbo del gioco di azzardo“”.
La dipendenza patologica dal gioco d’azzardo avrebbe avuto un effetto catastrofico sul patrimonio accumulato dall’attore. Il giudice ha spiegato che secondo quanto ricostruito in fase processuale, il 61enne, quando era all’apice della sua carriera, ha sperperato tutto il denaro guadagnato in scommesse, oltre a indebitarsi con terze persone che gli hanno concesso prestiti.
A giocare un ruolo fondamentale nel caso è stato anche il fatto che il Tribunale di Firenze ritiene che Ceccherini non si sarebbe indebitato con colpa grave, malafede o frode, “avendo la crisi origine esclusivamente da una condizione clinica documentata che ha compromesso la capacità di autodeterminazione del soggetto nelle scelte economiche e finanziarie”.
I flussi di denaro e i pagamenti futuri di Ceccherini saranno da ora monitorati dall’Occ, organismo di composizione della crisi, che è un organismo terzo, imparziale e indipendente, autorizzato dal Ministero della Giustizia. Questo ente ha il compito di assistere i debitori che versano in grave difficoltà economica.

