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Il Volo spopola ormai da anni in Italia e nel mondo: e pensare che i tre ragazzi prodigio, che rispondono al nome di Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble, si sono incontrati per caso, in una trasmissione tv. Più precisamente al talent show per bambini “Ti lascio una canzone”. All’epoca salirono sul palco individualmente, non conoscendosi. Fu l’intuito del regista Roberto Cenci a capire che i tre avrebbero avuto una potenzialità assai più grandi se si fossero uniti. Il consiglio fu accettato e nacque Il Tryo, nome che poi sarà trasformato in Il Volo, con cui oggi sono noti in tutto il mondo.

Capitolo età e situazione sentimentale: Gianluca Ginoble, nato l’11 febbraio 1995, ha 26 anni ed è il più giovane della band. Originario della provincia di Teramo, è venuto alla luce sotto il segno dell’Acquario. Riservatissimo, pare che al suo fianco, da tempo, ci sia una ragazza di nome Francesca. La giovane assomiglierebbe a Silvia Toffanin.

Piero Barone, originario di Naro, comune in provincia di Agrigento, è nato il 24 giugno 1993, sotto il segno del Cancro. Con i suoi 28 anni è il membro più anziano del gruppo. Il musicista è stato chiacchierato dal gossip in diversi frangenti: in particolare per le love story con Valentina Allegri, figlia di Massimo, attuale allenatore della Juventus, e per quella con la ‘ Iena’ Veronica Ruggeri. Pare che oggi sia single.

Ignazio Boschetto, invece, è nato a Bologna da madre e padre siciliani il 4 ottobre 1994, sotto il segno della Bilancia. Dopo aver vissuto una lunga relazione con una ragazza di nome Alessandra, si mormora che abbia avuto una liaison con la conduttrice Roberta Morise. Pure per lui, attualmente, non c’è un amore ufficiale.

Il Volo: quando dissero di no a Trump, il sogno del Grammy e il brutto episodio di Sanremo

Di sogni i tre tenori ne hanno già realizzati parecchi, ma uno continua a essere tale: la vittoria di un Grammy Awards. Trattasi del più prestigioso riconoscimento in ambito musicale al mondo e un premio tra i più importanti dell’industria dello spettacolo globale. Di fatto, per quel che concerne la musica, è paragonato all’Oscar cinematografico e viene assegnato sempre negli Usa. Il Volo fu candidato al premio nel 2011, senza però vincerlo. Il tempo per completare l’opera non manca.

A proposito di States, nel 2015, in uno dei loro viaggi nella terra a stelle e strisce, hanno avuto l’onore di conoscere ‘sua maestà’ Woody Allen, regista tra i più geniali della storia del cinema.

Nel 2017, la band, attraverso le colonne del Corriere della Sera, ha fatto sapere di aver declinato l’offerta proveniente dagli Stati Uniti che la voleva come fiore all’occhiello delle esibizioni alla cerimonia di insediamento dell’ex presidente Usa Donald Trump. Questa la spiegazione data in merito al ‘no’ rifilato al Tycoon:

“Abbiamo rifiutato il suo invito perché non siamo mai stati d’accordo con le sue idee: non possiamo appoggiare un uomo che ha basato la sua ascesa politica sul populismo oltre che su atteggiamenti xenofobi e razzisti. La musica non c’entra con la politica. Non potevamo cantare per una persona con cui non condividiamo quasi niente”.

La questione innescò una polemica in cui fu protagonista il politico e critico d’arte Vittorio Sgarbi che sostenne che il trio di tenori non avesse avuto alcun invito e di aver inventato la storia di sana pianta solo per un ritorno di visibilità. Il Volo presentò dei documenti, a Domenica Live, per provare la propria versione. Sgarbi contrattaccò, dicendo di aver sentito il consolato statunitense e che nessuno sapeva della vicenda del no a Trump. Chissà…

A Sanremo 2019, edizione in cui si classificarono al terzo posto, furono vittime di un episodio triste: alcuni giornalisti della sala stampa li insultarono quando seppero del loro terzo posto. Il trio reagì così:

“Una forma di bullismo. Abbiamo bisogno di qualche giorno per essere lucidi e affrontare questa cosa. Dunque alcuni giornalisti, ed è bene dire che solo alcuni, ci hanno pesantemente insultato. Hanno usato parole come ‘me….e’, ‘vaff…..o’, ‘in galera’ che consideriamo come frutto di una vera e propria forma di bullismo, di sfottò da stadio. Queste persone non hanno portato gloria all’ordine che rappresentano. Il loro atteggiamento è stato un insulto, prima che a noi, a tutti i colleghi giornalisti che svolgono il proprio lavoro in maniera seria e professionale”.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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