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Televisione

Il tuttofare, da dove prende spunto il film con Sergio Castellitto

Opera prima del regista Valerio Attanasio, la storia racconta vizi e virtù della società italiana con particolare riferimento al mondo del lavoro per i giovani

Il tuttofare è una commedia italiana che dipinge nitidamente i tratti del sistema lavorativo del nostro Paese. L’Italia, lo sappiamo tutti, è una Repubblica che si fonda sullo stage e per questo la disoccupazione è alle stelle da decenni. Il film diretto e scritto da Valerio Attanasio, nella sua opera prima, diventa un monito ironico verso la società che viviamo ogni giorno.

Pubblicato nel 2018, mette al centro il ruolo di uno stagista all’interno di uno studio legale. Una laurea tra le mani, una carriera pronta a decollare ma che rimane a lungo stagnata a causa delle pretese strane e disarmanti che l’avvocato per cui lavora gli propone.

Il regista ha trovato ispirazione nel primo romanzo picaresco, Lazarillo de Tormes. Entrambe le opere partono da una base di partenza comune: la netta distinzione tra ricchi e poveri. Nel film di Attanasio questa situazione è marcatamente espressa nella figura del protagonista, il giovane praticante avvocato Antonio Bonocore, interpretato da Guglielmo Poggio.

Il tuttofare, storia moderna del mondo del lavoro: la trama

Lo stagista prova a sbancare il lunario e a formarsi una propria credibilità entrando a far parte del prestigioso studio legale dell’avvocato Salvatore “Toti” Bellastella, ruolo di Sergio Castellitto. Uno dei più noti professori di diritto penale e principe del foro della città. Ben visto in pubblico, ma un vero e proprio lestofante dietro la sua maschera da persona perbene.

Lo stagista è costretto a ubbidire a tutte le sue richieste, ma ovviamente non presenta alcun compito da aspirante avvocato. Antonio sarà defilato a compiere i servizi più disparati: dalla spesa al portaborse, passando per l’autista fino a diventare cuoco di piatti gourmet per la famiglia di Bellastella, al cui centro troviamo la moglie, Titti, interpretata da Elena Sofia Ricci.

La situazione, paradossalmente, si aggroviglierà ancora di più quando Bonocore riuscirà a superare brillantemente il fatidico esame di stato. Il ragazzo riuscirà a convincere il lestofante avvocato a entrare a far parte del suo studio in qualità di socio, ma non senza qualche altro favore.

Antonio Bonocore a quel punto sarà costretto ad accettare la proposta dell’avvocato Bellastella che consisterà nel sposare la sua amante argentina, al fine di poterle assicurare la cittadinanza italiana. Questo decisione porterà ad altri inevitabili problemi per il giovane.

Una storia che non si fa fatica a credere e che ci spinge a riflettere sulla disastrosa situazione lavorativa a cui milioni di giovani sono costretti a sottostare per garantirsi un futuro. Un modo devastato da raccomandazioni, clientelismo e nepotismo all’interno del quale la famosa meritocrazia sembra avere sempre meno spazio.

Un film che disegna vizi e virtù della società italiana, raccontando la cruda realtà con fare ironico e con quell’umorismo pirandelliano che fa ridere e molto pensare.

 

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