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Heather Parisi, lo sfogo social: "Non accetto la cattiveria gratuita"

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Heather Parisi, lo sfogo social: “Non accetto la cattiveria gratuita”

Heather Parisi, lo sfogo social: "Non accetto la cattiveria gratuita"Heather Parisi contro gli haters

Heahter Parisi non ha certamente peli sulla lingua. Questo l’abbiamo capito nel corso della sua carriera ed anche nella sua recente partecipazione al serale di Amici di Maria De Filippi. Purtroppo però c’è a chi non piace la sua schiettezza e per questo la critica. Quale modo migliore per creare polemiche e allo stesso tempo nascondersi dietro ad uno schermo? Lasciare commenti su Instagram e sugli altri social network, come ben sanno i leoni da tastiera. Heather Parisi però non ci sta e così ha deciso di lasciarsi andare ad un lungo sfogo proprio attraverso il suo profilo ufficiale, completamente gestito da lei.

Heather Parisi si sfoga su Instagram

La showgirl ha aperto Instagram perché è sempre stata appassionata di foto, perciò per lei all’inizio questo social network era solo immagini. Poi però piano piano è diventato qualcosa di più. Una condivisione di momenti, attimi, emozioni, ma anche un modo per confrontarsi e raccontare le proprie emozioni. Per Heather non è stato facile rinunciare alla propria privacy, visto che è molto gelosa della sua vita privata, tuttavia ha deciso di farlo lo stesso, raccontando la sua vita con sincerità: “Per molti personaggi dello spettacolo, i social sono uno strumento di promozione del proprio lavoro e un tassello importante nella costruzione della propria immagine. Spesso sono gestiti da agenzie specializzate, e in ogni caso pochissimo è lasciato all’improvvisazione e alla spontaneità. Tutto ha uno scopo preciso, dalla commozione all’indignazione“.

Heather Parisi e gli haters: la precisazione

Heather è consapevole del fatto che condividere con gli altri la propria vita comporti inevitabilmente l’essere giudicati costantemente. E ha imparato ad accettarlo. C’è qualcosa che però proprio non le va giù: “Quello che non riesco ad accettare è la cattiveria gratuita, l’odio come riscatto sociale, l’offesa come lotta di classe, la moralità spicciola, la curiosità morbosa. Il concetto per cui la presenza sui social implichi la conseguente necessità di dover render conto di tutti i propri fatti personali e di dover accettare le offese ad personam, è non solo di una violenza inaudita ma è anche privo di ogni onestà intellettuale“.

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