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Marco Bocci ha commentato le dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa a Belve da Giulia Michelini. I due attori hanno raggiunto il successo e una vasta popolarità recitando nella fiction “Squadra Antimafia”. Sul set nacque un forte legame di amicizia che, a un certo punto, si sarebbe trasformato per un breve periodo in un flirt. Lo ha ‘quasi’ confessato a Francesca Fagnani la stessa interprete romana, confermando in qualche modo per la prima volta che con il collega avrebbe avuto una liaison. Dopodiché i due sarebbero tornati a essere amici. E come ha reagito il marito di Laura Chiatti alla rivelazione pubblica? Benone, anche perché Michelini lo aveva messo al corrente della faccenda ancor prima che l’intervista fosse messa in onda.

Cosa ha detto Giulia Michelini a Belve

A Belve, Fagnani, senza troppo girarci attorno, ha chiesto se c’è stato o meno un flirt con Marco Bocci in passato. Michelini ha risposto senza smentire e facendo un discorso sull’amicizia. La replica è parsa a molti una sorta di conferma sulla presunta liaison: “Il flirt c’è stato? C’è stata una simpatia, via, niente di che. Ci vogliamo veramente bene, siamo due fratelli in realtà. Quindi non poteva nascere niente di più di una buona amicizia”.

Marco Bocci commenta le rivelazioni di Giulia Michelini

Il marito di Laura Chiatti, intervistato dal settimanale Chi, è intervenuto su quanto raccontato dalla collega. Se l’è presa per la faccenda del flirt? Assolutamente no. Anzi ha spiegato che gli è piaciuto il faccia a faccia di Giulia a Belve: “Mi ha divertito vederla in tv, mi ha scritto prima che andasse in onda la puntata. È nato con lei un rapporto di fratellanza, siamo cresciuti dentro una serie che ha avuto un successo che non ci aspettavamo e lo abbiamo vissuto con lo stesso stupore”.

L’attore ha poi ricordato quanto abbia amato lavorare per “Squadra Antimafia” e quanto non sia stato semplice dire addio al personaggio di Domenico Calcaterra. In particolare, ha spiegato che decise di lasciare il progetto con grande dolore e senso di responsabilità. Ma perché abbandonò? Perché convinto che fosse ormai stato narrato tutto quel che si doveva raccontare. Insomma, ha considerato terminato quel filone narrativo. “Lavoravo con un cast che era diventato la mia famiglia e l’addio è stato amaro, su quel set ho lasciato un pezzo di cuore“, ha chiosato.

Marco Bocci su Laura Chiatti: “I matrimoni che reggono sono quelli in cui ci si vede poco”

Bocci ha diretto Laura Chiatti nel film “La caccia” e l’anno scorso ha condiviso con lei il set nella miniserie “Se fossi te”. Ha ragionato sul fatto che un legame di lunga durata come il suo vada continuamente stimolato e il fatto di collaborare insieme alla moglie gli ha fatto scoprire cose nuove.

“Dopo anni che si sta insieme il rapporto va stimolato – ha dichiarato -. Quando abbiamo deciso di lavorare insieme da attori ci confrontavamo anche mentre i nostri figli facevano colazione. Chiedendoci: “Cosa conosco di te? Cosa posso riportare?”. Sul set, poi, una tragedia”.

L’attore ha riferito che alloggiavano in due alberghi diversi. Una notte, intorno alle tre, Chiatti gli ha bussato alla porta arrabbiata perché lui l’aveva incentivata ad accettare il lavoro: “Avendo lei fatto più cinema che tv non era abituata ai ritmi così veloci, poi non era facile perché entrambi dovevamo interpretare due personaggi di sesso diverso, la mattina eri uomo e il pomeriggio donna, e viceversa. Un lavoro schizofrenico, ma alla fine ne è valsa la pena”.

Per quel che riguarda il segreto di un matrimonio che dura nel tempo, il regista ha sostenuto che è fondamentale che marito e moglie abbiano i propri spazi, perché “se condividi ogni singola cosa, dopo quattro mesi non sai più cosa dirti”. “I matrimoni che reggono sono quelli in cui ci si vede poco, magari nel fine settimana: quant’è bello raccontarsi quello che si è vissuto e condividere?”, ha concluso.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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