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Festival di Sanremo 2013: la performance di Chiara Galiazzo tradisce le aspettative

FESTIVAL DI SANREMO, POST PRIMA SERATA – La prima serata del Festival di Sanremo è oramai alle spalle, ed oggi si pensa già a quello che succederà questa sera sul palco del teatro Ariston. Ma, molte sono stati i plausi, così come le critiche, a quelli che sono stati i protagonisti di ieri sera. Tra tutti ha destato notevole chiacchiere l’esibizione di Chiara Galiazzo. La cantante è stata l’ultima ad essersi esibita nella categoria Big ieri sera, nella prima serata della sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo 2013. Chiara, alla sua prima grande esperienza in una kermesse canora del calibro del Festival della canzone italiana, è stata come catapultata in una realtà più grande di lei. Nonostante la sua partecipazione e la sua vittoria al talent show X Factor, dove la cantante ha conquistato la popolarità, la sua entrata ieri sera è sembrata impaurita e timida, quasi come un pesce fuor d’acqua.

CHIARA GALIAZZO, PROTAGONISTA DI SANREMO – Per quanto riguarda la sua performance, Chiara Galiazzo ha portato in gara alla sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo due brani che portavano due firme prestigiose: il primo, dal titolo L’esperienza dell’amore, è firmata da Federico Zampaglione, cantante dei Tiromancino, mentre il secondo brano, dal titolo Il futuro che sarà, è fuoriuscita dall’eccellente penna di Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle. Entrambi i brani, eccellenti da un punto di vista stilistico e come testi, sono sembrati però poco adatti alla Galiazzo, che, da un certo punto di vista, sembra aver deluso un po’ le aspettative di molti suoi fan. Sicuramente non si può non dare a Cesare quel che è di Cesare: Chiara ha una bella voce, intensa, espressiva, dal timbro forte, ma entrambe le canzoni non le stavano bene cucite addosso.

LE DUE CANZONI IN GARA – La prima canzone, quella firmata da Zampaglione, che è quella che è stata esclusa dalla competizione canora, dal titolo L’esperienza dell’amore, non può che essere immaginata come un continuo sussurrare, un vociare lieve, quasi nascosto, tipica marca del cantante dei Tiromancino, tutto il contrario della voce potente di Chiara. Anche il secondo pezzo, la raffinata ed originale milonga scritta da Bianconi dei Baustelle, dal titolo Il futuro che sarà, non è sembrata adatta allo stile di Chiara Galiazzo. La critica del giorno dopo non è stata clemente con Chiara. Vedremo quello che sarà il giudizio del pubblico.

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