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Fabio Maria Damato ha raccontato la sua versione dei fatti sulla rottura professionale con Chiara Ferragni. Il 42enne è apparso per la prima volta in tv a Verissimo, ripercorrendo le fasi della carriera dell’imprenditrice digitale cremonese. Per anni ha avuto con lei un rapporto simbiotico. Non a caso l’ex moglie di Fedez lo definiva il suo “braccio destro”. Poi è arrivato il terremoto del ‘Pandoro Gate’ e quel legame che sembrava indissolubile si è via via sfilacciato, arrivando inesorabilmente a spezzarsi del tutto.

Fabio Maria Damato a Verissimo: la sua versione sulla rottura con Chiara Ferragni

“Il nostro rapporto per molti anni è stato simbiotico, stavamo sempre insieme. Si era creato un rapporto umano che è andato oltre al legame professionale. Però, per me, Chiara è sempre stata il mio capo, ho sempre rispettato i ruoli”, ha esordito Damato confessandosi con Silvia Toffanin.

Dopo Sanremo – ha aggiunto – ero pronto a fare qualcosa di diverso, volevo che ci fosse un’evoluzione. Un anno prima del ‘Pandoro gate’, credevo che ci dovesse essere un’ulteriore evoluzione. Speravo in una sobrietà diversa, con meno condivisione del privato. Anche perché Instagram ormai si avviava a diventare sempre più uno strumento di lavoro, con contenuti meno personali. Questa poteva essere la strada da intraprendere“.

A questo punto la padrona di casa di Verissimo ha chiesto al manager se ad un certo punto lui e Ferragni si fossero montati la testa. “Credo di no – ha risposto Damato – Quando scoppiò il polverone del supermercato in cui Chiara e Fedez si tiravano la frutta? Io ero venuto a sapere di questa festa e avevo consigliato di non farla. Infatti non ero presente in quell’iniziativa”.

Spazio poi alla vicenda del ‘Pandoro gate‘. Nel 2023 Ferragni venne travolta dalla vicenda, la sua reputazione si sgretolò. “Altre operazioni simili sono state fatte nel settore. Dopo l’inchiesta di Selvaggia Lucarelli con gli avvocati abbiamo analizzato i contratti ed è stata riscontrata un’ambiguità su un passaggio della comunicazione”.

“Tu sei intelligente, come non ti è venuto il dubbio che quella cosa non andava fatta?”, ha domandato Toffanin. “Era una prassi di mercato – ha dichiarato Damato – Eravamo in buona fede. Perché avremmo dovuto metterci in una situazione simile se avessimo avuto qualche dubbio? Poi è arrivata l’accusa di truffa aggravata. Ci sembrò irreale. Ci fu un grande sconforto. Ma io avevo voglia di risolvere questa situazione. Ci fu il famoso video della tuta grigia. Io avrei fatto una cosa diversa. Avrei spiegato i dettagli delle dinamiche dell’operazione. Poi comunque c’è stato un problema come accertato dalle autorità. E io questo lo rispetto”.

La conduttrice a questo punto ha ricordato il cosiddetto “errore di comunicazione” di Ferragni e le critiche rivolte all’influencer per non aver subito chiesto scusa per il caso dei pandori. “In quei giorni c’era tanta confusione – ha spiegato Damato – Aveva intorno tante persone, io la consigliavo, così come veniva consigliata da altri, ad esempio gli avvocati. La decisione della tuta l’ha presa lei a casa. Io non so come è stata la gestazione di quel video. Non ha chiesto scusa all’inizio, vero. Oggi è facile dire che bisognava dirlo, ma allora non era semplice”.

Damato: “Con Fedez rapporti di circostanza”

E ancora: “Ho sbagliato a credere che i rapporti professionali fossero anche amicali. Dovevo forse prendermi più responsabilità”. L’argomento si è poi spostato su Fedez: “Lui è un bravo cantante e un ottimo imprenditore. Privatamente io con lui non ho condiviso nulla. Era il marito del mio capo e ho rispettato i ruoli. Se a lui non andavano bene alcune cose di me, Chiara poteva dirmelo. Con Fedez avevamo rapporti di circostanza”.

“Con Chiara non c’è più un rapporto. Non abbiamo nemmeno mai litigato. Ho dato le dimissioni due mesi dopo lo scoppio del ‘Pandoro gate’ perché non ero più in linea con quello che stava facendo l’azienda. Ci siamo irrimediabilmente allontanati e sono andato via. Quando si rompe un rapporto così è difficile recuperarlo. Le auguro di stare bene dopo tanta sofferenza”, ha concluso.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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