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Con il declino televisivo di Barbara d’Urso, in tv, come per magia, sono sparite gran parte delle narrazioni ‘immani’ relative ai drammi dei vip. Da quando l’ex Lady Cologno è rimasta senza programmi a Mediaset, sono finite nel dimenticatoio diverse vicende che hanno più o meno appassionato i telespettatori. Non che nei talk ‘sopravvissuti’ ancora in onda si ride e si scherza soltanto. Anzi le trasmissioni centrate sulle interviste a vip e vippini continuano a pullulare di dolore, sofferenze e tragedie (ad esempio Verissimo si trasforma spesso in una valle di lacrime); è però venuta a mancare la grande narrazione lunga puntate. Non un male, a dire il vero, visto che spesso nei salotti d’ursiani si sono raggiunti livelli di situazioni estenuanti difficilmente eguagliabili.

Sono diversi gli esempi che si possono citare. Ad esempio l’attenzione che diede ‘Barbarella’ alla nascita della storia d’amore tra Elena Morali e Luigi Favoloso fu massiccia. Così come furono massicce le ospitate di Nina Moric, non sempre in condizioni ideali, per parlare del rapporto per nulla idilliaco con l’ex. A un certo punto la d’Urso iniziò a invitare anche il mitologico Francesco Chiofalo nei suoi programmi. Anche lui spesso si è ritrovato a parlare delle sue tragedie.

E come si può non citare Paola Caruso con tutte le sue delicate vicende personali (madre biologica, abbandono del padre di suo figlio, la malattia del suo stesso piccino etc ect). Si ricorderà anche il tantissimo spazio dato alla faida famigliare che vide protagoniste mamma Eva Henger e la figlia Mercedesz per via della relazione di quest’ultima con l’ex tronista Lucas Peracchi. E naturalmente merita una menzione speciale il caso ‘Mark Caltagirone – Pamela Prati’, trattato allo sfinimento dalla d’Urso. Si potrebbe andare avanti fino a domani con gli esempi…

Cosa rimane di quella tv? Poco o niente. Il puntare non di rado sulle sofferenze dei vip non è stata certo una scoperta della conduttrice campana. La cosiddetta tv del dolore c’era prima di lei e c’è pure adesso che la d’Urso non è più in onda. Ma chi la propone la fa in modo più circoscritto e limitato. Tanti ‘vippini’ con i loro drammi non trovano più spazio. O se lo trovano è per una rapida intervista estemporanea che non si alimenta di altre puntate. Insomma, le ‘mastodontiche’ narrazioni di storie che, diciamolo, sovente venivano spremute pure quando da spremere non c’era più alcunché sono finite nel dimenticatoio. Magia! E, francamente, ciò, non è un male. Anzi è un bene!

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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