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Alessandro Borghi è attualmente uno degli attori di punta del cinema italiano. Il romano, protagonista della saga di Suburra, sta per tornare con la seconda stagione della serie Sky Diavoli in cui recita con l’attore americano Patrick Dempsey. Il 35enne ha raccontato, ai microfoni del Corriere della Sera, il contesto sociale da cui proviene e come è riuscito a costruire una carriera di successo come la sua.

Alessandro Borghi, prima di diventare attore premiato ai David di Donatello e ai Nastri D’Argento, era un semplice ragazzo dell’EUR, quartiere della Capitale. Il 35enne ha ricordato il suo passato, menzionando momenti della sua infanzia e una particolare scelta che si è trovato a fare. A quanto pare il giovane Borghi è cresciuto a stretto contatto con persone poco raccomandabili, da cui ha deciso presto di allontanarsi. Come ha spiegato, Alessandro non si trovava a suo agio nel suo gruppo di pari.

“Sono di origini popolari e ne vado fiero. Ma sono cresciuto in un posto dove l’essere umano che avrei voluto diventare era molto lontano da quel contesto. La scelta che ho dovuto fare da molto giovane è stata se far parte di quella roba lì o se guardala da lontano”.

Borghi ha quindi preso la decisione importante di distaccarsi da quel mondo per seguire la sua strada. L’attore è sceso poi nei dettagli, parlando di problemi con gli stupefacenti e furti:

“Quando hai 15 anni e tutti i tuoi amici o si drogano o fanno le rapine e tu decidi di non farlo, ecco, quella è una scelta”.

Per fortuna Alessandro ha fatto un percorso diverso, che lo ha portato a interpretare ruoli di grande spessore come quello di Stefano Cucchi in Sulla Mia Pelle. Oggi il 35enne si è trovato sul set con una star del cinema internazionale come Patrick Dempsey, con cui ha instaurato un bel rapporto:

“A Patrick voglio molto bene, mi ha accolto in una maniera non scontata. Ci siamo incontrati alla prima lettura e sembrava ci conoscessimo già da tempo”.

In Diavoli Borghi interpreta un responsabile del trading di una grande banca, Massimo Ruggero, che vive in un mondo pieno di cinismo. Questo ruolo ha insegnato tanto all’attore:

“Ho una dote: riesco a scindere moltissimo il mio lavoro dalla mia vita. Dopo la prima stagione sarei potuto diventare ceo di qualche azienda e cambiare carriera per tutto quello che mi è stato spiegato, ma preferisco pensare che ognuno di noi dovrebbe semplicemente cercare di sapere il più possibile, per rendersi conto delle conseguenze delle nostre azioni quotidiane.”

Borghi, che com’è noto è affetto dalla Sindrome di Tourette, nel corso dell’intervista ha dato anche la sua opinione a proposito del complottismo che oggi imperversa tra molte persone, che lo infastidisce non poco:

“Non so perché tante persone siano convinte che tutti debbano sapere ad ogni costo cosa pensano di un argomento. È tutto un problema di ego: quando entri nel loop di pensare che tutti aspettano la tua opinione è un guaio. Cerco di fare del mio meglio, ma spesso quando leggo opinioni non richieste mi viene da rispondere: ‘Per scrivere certe cose che fonte hai? Che fondamenta ha il concetto che stai esprimendo?’. Mi trattengo, ma non sempre”.

Borghi, dal canto suo, cerca di tenere la sua vita il più possibile lontana dai riflettori. L’attore pubblica pochissimo sui social. Della sua vita privata si sa che è legato a Irene Forti, con la quale, ha spiegato a Verissimo, progetta di diventare presto papà.

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