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Alessandro “Billy” Costacurta è stato ospite nel podcast di Luca Casadei, One More Time, parlando della sua gloriosa carriera calcistica e anche di alcune sue vicende private. Particolarmente toccante è stato il momento in cui ha raccontato delle difficoltà affrontate da suo figlio Achille. A un certo punto, il giovane, oggi 21enne, è stato sottoposto al TSO, il trattamento sanitario obbligatorio. L’ex calciatore ha rivelato come lui, a differenza della moglie Martina Colombari, in alcuni giorni non riusciva a entrare in ospedale per andare a trovare il ragazzo.

Billy Costacurta: il racconto sul TSO del figlio e sulla forza di Martina Colombari

“Billy” ha premesso che solamente chi ha fatto il TSO o ha avuto una persona vicina che lo ha affrontato può capire profondamente le sue parole. Ha quindi spiegato che si tratta di un “momento pazzesco”. Non in positivo. E infatti lo ricorda come il “momento più brutto della sua vita”. Sua moglie non ha mai mollato, nemmeno un giorno. Lui, invece, comprensibilmente, ha avuto dei cedimenti a livello emotivo:

Ho lasciato Achille all’ospedale per un TSO. Gli hanno fatto una puntura per calmarlo perché era indiavolato. Sono stati momenti che ci hanno costretto veramente a tirar fuori delle energie pazzesche. Ogni tanto dicevo a Martina: “Marti, non ce la faccio, perdonami, ma non riesco a entrare in ospedale e vederlo là”. Lei ogni giorno entrava nei momenti più difficili, io non riuscivo a vedere mio figlio”.

Il TSO è un provvedimento sanitario d’urgenza, regolato dalla legge 833/1978 che dispone il ricovero forzato in una struttura ospedaliera di una persona con alterazioni psichiche, quando questa non si sottopone alle cure necessarie e quando non è possibile intervenire extraospedalieramente. Per applicarlo devono essere richiesti due certificati medici e l’ordinanza del sindaco.

Achille Costacurta: il passato buio e la rinascita

Lo scorso gennaio, Achille ha raccontato a Verissimo il suo percorso di rinascita, dopo l’attraversamento di periodi profondamente oscuri. Il 21enne ha spiegato che fin da piccolo ha avuto problemi comportamentali e che ha cambiato diversi istituti. Negli anni del liceo ha iniziato a fare uso di droghe, continuando ad avere atteggiamenti scontrosi e problematici tanto da subire sette Tso nella sua vita.

E ancora, è finito in un istituto penale minorile dove ha passato un anno e sette mesi. La misura è scattata dopo che lo hanno trovato in possesso di un coltello e di un manganello nell’armadietto della scuola. In quel periodo ha tentato il suicidio ed è entrato in coma. Dopo anni difficili, grazie al sostegno dei genitori, il ragazzo è riuscito a uscire dai guai e oggi conduce una vita più tranquilla.

Mirko Vitali

Nato in una città del Nord, un paio di lauree umanistiche e un master in critica dello spettacolo. Si diletta a scrivere di televisione e dell'infernale mondo del gossip del Bel Paese (è convinto che qualcuno dovrà pur farlo questo ingrato mestiere di spifferare i fattacci altrui).

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