Nella 16esima edizione di Amici di Maria De Filippi è stata una delle protagoniste assolute, arrivando terza nella classifica finale. Poi il buio, la decisione di affidarsi a una psichiatra e infine la rinascita: è il sunto della parabola della cantante Federica Carta, che, dopo aver partecipato al talent di Canale 5, ha anche calcato il palco di Sanremo, nel 2019, assieme al collega Shade. In seguito ha deciso di fermarsi a causa di una forma di depressione che l’ha costretta a ritrovarsi. Per prima cosa è tornata a casa: da Milano si è ri-trasferita a Roma.
Amici, la parabola di Federica Carta: dalla notorietà alla depressione
Intervistata dal Fatto Quotidiano, l’artista 27enne ha commentato la sua esperienza ad Amici, spiegando di avere un ricordo molto “da bambina” di quel periodo. Guardava tutto con “gli occhi dell’innocenza e della felicità”. “Maria De Filippi e tutte le altre persone all’interno del programma sono sempre state super gentili con me. Il difficile è arrivato una volta uscita dal programma”, ha aggiunto.
A proposito della conduttrice pavese, ha riportato un consiglio che l’ha aiutata molto. A un certo punto del suo percorso nel programma, Maria le suggerì di lasciare andare le emozioni, soprattutto quando cantava. “Per quanto semplice possa sembrare come consiglio – ha dichiarato – per me è stato essenziale perché sono una persona molto timida in realtà e, quando canto, mi faccio trasportare troppo e ho paura di dare troppo. Quindi, per non dare in eccesso, do di meno. E il suo consiglio, anche al di fuori di Amici, mi è servito tantissimo. Me lo ricordo ancora ogni volta che mi esibisco”.
A 18 anni, proprio grazie al talent, ha conosciuto la notorietà. Tale situazione l’ha messa in difficoltà perché passare dalla scuola alberghiera, allo stare 12 ore al giorno in un programma televisivo, non è una cosa semplice da metabolizzare per una adolescente. “Ho fatto fatica a capire – ha riferito – Magari di giorno avevo gli instore, vedevo ed abbracciavo migliaia di persone, mi raccontavano le loro storie e poi la sera di base ero sola”.
La cantante ha aggiunto che quel periodo le è servito per crescere a livello personale e per capire che non vuole mai più sentirsi così. Dal 2017 al 2019 ha pubblicato tre dischi, partecipato ad Amici e a Sanremo. Tutto è stato rapido ed è accaduto a un’età in cui non è facile gestire determinati cambiamenti:
“Mi definisco una “non persona” ripensando ad un certo periodo della mia vita, perché non ero formata e non mi rendevo conto di nulla. Tutto il dolore che ho provato in quel periodo era dato anche dal sentirmi più piccola rispetto agli altri. Non riuscivo a confrontarmi: dovevo parlare sempre con gente adulta, che fosse in discografica o anche in un’intervista. Mi sentivo ancora una bambina”.
Dopo i 25 anni, Federica ha avuto un crollo:
“Mi è arrivata un’ondata di dolore rispetto a tutto ciò che avevo vissuto, comprese le ingiustizie. Prima, invece, ero “stupida”, felicissima, era tutto bello per me. Quando, invece, c’è gente che a 20 anni è un po’ più sveglia e si rende più conto di quello che ha intorno, delle persone che lo circondano. Questo è un argomento che, sempre più artisti, stanno affrontando. Prima c’era gente che mi era accanto per altri scopi e non per amicizia e, al tempo, non mi rendevo conto di nulla. Però adesso diciamo che me la cavo, dai”.
La scelta di rivolgersi a una psichiatra
L’artista ha sostenuto che le è mancata una persona fidata che le suggerisse cosa fare in quei momenti a livello professionale. Dopo la notorietà è arrivato il demone della depressione da cui è uscita grazie alla terapia. Ha contattato una psichiatra che le ha prescritto dei farmaci. “Mi hanno aiutato molto perché, in quel momento, da sola, non ce l’avrei fatta. Facevo proprio fatica a fare tutto: ad alzarmi dal letto, a lavarmi ed anche a funzionare come artista”, ha ricordato.
E ancora: “Perché se pensi che il mondo è un posto brutto, non riesci a scrivere nulla e la gente che ti sta intorno ti abbandona perché sei troppo triste e, quindi, rimani da sola. È tutto un circolo vizioso. Infatti, uno dei lavori principali che ho fatto con la mia psicologa, è stato quello di limitare le lamentele, soprattutto con le persone che cercavano di darmi una soluzione“.
Un’altra scelta che l’ha aiutata a ritrovarsi è stata quella di tornare a vivere nella sua amata Roma. Oggi non ha più la casa discografica e ha cambiato management: “È stato un periodo non difficile, ma strano. Avevo paura di rimanere senza terra sotto i piedi perché, tutte le certezze che avevo prima, sono andate chissà dove”.
A 27 anni ha compreso pienamente che il mondo del lavoro, e quindi anche quello della musica, è spesso spietato. Prima pensava che coloro che le ruotavano attorno fossero tutti suoi amici. Poi si è resa conto che a loro, che una persona ci sia o meno, non gli importa granché. Quello che importa sono i risultati. Dura lex, sed lex.

