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Alessandro a C'è Posta per Te su Canale 5

C'è posta per te

Alessandro di C’è Posta per Te è un no vax: ecco cosa scrive su Facebook

Le strane teorie dell’uomo sui vaccini e sulla pandemia in corso

Alessandro è un uomo che è stato protagonista di una delle storie di C’è Posta per Te, durante la puntata andata in onda sabato 23 gennaio 2021. L’uomo si è presentato in studio per riconquistare la compagna Florinda, donna che ha tradito in un periodo difficile della sua vita. Al di là della vicenda personale, spulciando i profili web di Alessandro (ci ha pensato Fanpage.it a passare ai raggi x i suoi account social), si è scoperto che il giovanotto è un no vax e che ha teorie piuttosto bizzarre relative alla pandemia in corso.

Ecco qualche chicca pubblicata dall’uomo su Facebook “La vera paura la creano i media controllati. Cerchiamo di aprire gli occhi. Basta creare terrore perché dobbiamo tornare a vivere”. “Solo in Italia si crea il terrore, che serve per creare zombie”. “Serve il vaccino obbligatorio con la mappa sotto la pelle e le antenne sopra le corna”.

Alessandro di C’è Posta per te e le teorie no vax

Quelle di Alessandro assomigliano molto alle prese di posizione dal sapore complottista e no vax, le cui teorie strampalate e prive di fondamento, è bene ribadirlo una volta di più, sono state smentite più e più volte dalla comunità scientifica internazionale. Eppure non sono poche le persone che continuano a dare fiducia a pseudo teorie di pseudo studiosi, senza né arte né parte, che diffondono fake news senza uno straccio di base scientifica. In questa rete non di rado ci cascano soggetti, non ce ne voglia Alessandro di C’è Posta per Te, che  hanno inadeguati strumenti culturali per capire quale sia una tesi falsa e quale sia una tesi supportata da prove solide.

L’argomento vaccini e il relativo ‘sentiment’ dei cittadini è comunque tema scivoloso e dalle diverse sfumature. In questo caso è bene distinguere tra scettici del vaccino Covid e no vax. I primi, che sono la maggior parte rispetto ai secondi (escludendo naturalmente coloro che ripongono fiducia nella scienza, che sono una larga fetta di popolazione), non bocciano a priori l’idea di vaccinarsi.

Semplicemente, almeno nel caso specifico del coronavirus, nutrono qualche riserva su un siero ‘nuovo di zecca’ e quindi ancora da valutare nel lungo periodo, nonostante i più quotati virologi del mondo cerchino di rassicurare da tempo sulla sicurezza della somministrazione del vaccino. Si capisce però rapidamente che un conto è essere scettici, un altro è essere no vax. Vale a dire rifiutare a priori una cura perché si crede a teorie complottiste.

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