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Gordon Ramsay nei guai: dopo la frode fiscale finisce nel mirino della PETA

Gordon Ramsay Gordon Ramsay ancora nel mirino degli animalisti

Gordon Ramsay, senza ombra di dubbio uno dei cuochi oggi più famosi di tutta la televisione grazie alla seguitissima trasmissione di Sky Masterchef, si trova per la seconda volta nel giro di poco tempo ad avere qualche problemino con gli animalisti. Questa volta, Ramsay è finito direttamente e in prima persona nel mirino della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), un’associazione no profit in prima linea per la difesa dei diritti degli animali, molto attiva negli Stati Uniti nell’ambito della promozione dell’animalismo, ma soprattutto molto agguerrita nella lotta contro qualsiasi forma di violenza e di sfruttamento degli animali. La PETA è  famosa per avere intrapreso all’inizio del 2000 delle campagne molto aggressive contro Mc Donald’s e Burger King per migliorare i loro standard sotto il profilo del rispetto dei diritti degli animali. Vi state chiedendo cosa possano volere questi signori da Mr Ramsay? E’ presto detto. La PETA ha organizzato per la giornata di domani una dimostrazione davanti all’ Hell’s Kitchen, il ristorante di Gordon Ramsay a New York, per protestare contro l’utilizzo del paté di fegato d’oca, il raffinatissimo foie gras, nelle pietanze servite nel ristorante. Questo perché, per riuscire a produrre il foie gras, le oche vengono fatte ingrassare con forme di alimentazione forzata, di fatto delle vere e proprie torture ai danni dell’animale.

La PETA attacca Gordon Ramsay e si prepara alla manifestazione di domani davanti all’Hell’s Kitchen

L’enorme notorietà di Ramsay e del suo ristorante a New York, insignito di ben 13 stelle Michelin, fanno si che diventino bersagli ideali per manifestazioni dimostrative come quella che la PETA ha in programma per domani. D’altra parte, non è la prima volta che Gordon Ramsay si scontra con gli animalisti, e che incontra la PETA sulla sua strada. E’ di circa un mese fa la sentenza che ha condannato il nostro Mr Chef a risarcire profumatamente, con ben diecimila sterline Steven Patrick Morrisey, cantante e leader storico degli Smiths, che lo aveva citato in giudizio. Morrisey, fervente animalista e vegano convinto, non aveva proprio accettato che la sua Please, Please Me fosse utilizzata come colonna sonora dello spot natalizio di Mr Ramsay su Channel 4, senza che nessuno avesse preventivamente richiesto la sua autorizzazione. Ramsay ha perso la causa, e Morrisey ha dichiarato ai giornali che l’intera somma versata dallo chef come risarcimento sarebbe stata devoluta proprio alla PETA, a sostegno delle sue attività di tutela degli animali.

Un’estate infernale per Gordon Ramsay e il suo Hell’s Kitchen

Ma gli animalisti non sono gli unici ad accanirsi su Gordon Ramsay. E’ notizia di qualche giorno fa, pubblicata dal famoso quotidiano Daily Mail, che lo chef sarebbe  addirittura indagato per frode fiscale a causa di una faraonica fattura non pagata e risalente al 2010. Pare addirittura che ci sia una talpa all’interno dell’entourage del cuoco che avrebbe trafugato e fornito alle autorità la documentazione che proverebbe l’abuso fiscale. Già la perdita della causa con Morrisey è stata, oltre che un danno economico, anche un discreto danno reputazionale. Poi le accuse di frode fiscale, che di sicuro non hanno contribuito a migliorare l’immagine, già intaccata, di Mr. Ramsay. Adesso, anche la dimostrazione della PETA davanti all’Hell’s Kitchen…povero Gordon, è proprio il caso di dire che oltre al danno adesso arriva anche la beffa!

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