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L'angolo delle interviste

Un medico in famiglia 9, Edoardo Purgatori: “Anna ed Emiliano ci saranno”. Intervista GossipeTv

anna emiliano un medico in famiglia 9EDOARDO PURGATORI, INTERVISTA – Avevamo già parlato di lui come il nuovo idolo delle ragazze, è entrato da poco in una delle serie televisive più amate, ma il pubblico si è già affezionato a lui: stiamo parlando di Edoardo Purgatori, l’attore che nell’ottava stagione di Un medico in famiglia ha interpretato Emiliano Lupi, il nuovo fidanzato di Anna (Eleonora Cadeddu). Il suo personaggio ha fatto impazzire i fans della serie, tanto che vorrebbero rivederlo presto in televisione. Prima di vestire i panni del tatuatore Emiliano, Edoardo Purgatori ne aveva già fatta di strada: dopo numerosi ruoli in teatro, ha preso parte a diverse serie e miniserie televisive, tra cui Donna detective, Un caso di coscienza, Anita Garibaldi e film come Mia madre ed Eroi per caso. In passato l’attore ha anche studiato in Inghilterra, ha partecipato ad alcuni workshop con insegnanti dell’Actors Studio di New York e, dopo diverse audizioni, è riuscito ad entrare alla Oxford School of Drama. Con Un medico in famiglia, improvvisamente Edoardo è stato travolto dalla popolarità: quello, però, che i fans amano di lui è il suo essere umile, spontaneo e disponibile. L’attore tiene aggiornati i suoi sostenitori tramite una pagina ufficiale sul social network Facebook, dimostrando di essere rimasto il ragazzo di sempre che studia e lavora per inseguire il suo sogno. Noi di GossipeTv abbiamo avuto il piacere di intervistare Edoardo che ci ha raccontato qualche retroscena di Un medico in famiglia, il suo rapporto con i colleghi e i suoi progetti futuri.

Ecco l’intervista di GossipeTv a Edoardo Purgatori, l’attore che interpreta Emiliano in Un medico in famiglia.

Quando hai capito che volevi fare l’attore?

“Bella domanda! Sinceramente non me lo ricordo, so solo che da quando ricordo, volevo sempre fare l’attore. Recentemente l’ho chiesto a mia madre e lei mi ha detto che da piccolo, avevo cinque o sei anni, ho guardato Robin Hood e le ho detto: io voglio essere come lui! Poi James Bond, Luke Skywalker e Indiana Jones.”

Tu lavori sia in televisione che in teatro: quale preferisci tra i due?

“Sono due mezzi di comunicazione molto diversi. Offrono delle possibilità differenti. Il Teatro permette di avere contatto diretto, di fare l’esperienza in quel momento con il pubblico. Poi sei in scena delle ore e qualsiasi cosa accada devi cercare di integrarla nel lavoro che stai facendo. Lo spettacolo deve andare avanti. Non puoi permetterti di dire: adesso me ne vado. E tutto questo sicuramente lo rende molto più eccitante. Mentre il cinema, la televisione, offrono altre possibilità. Il lavoro che c’è dietro è più preciso. Attraverso i primi piani, il pubblico vede cosa sta accadendo dentro di te. A teatro le persone in decima fila non riescono più a vedere la tua faccia. E’ quindi un grande lavoro di rifinitura e ti permette di raggiungere un pubblico più vasto. Sono anche diverse le storie che si possono raccontare. Diciamo che cinema e teatro sono due mezzi di comunicazione differenti, mi piacciono entrambi. Personalmente amo variare, non ho una preferenza, anche se con il teatro hai la possibilità di rischiare di più.”

Un medico in famiglia ti ha dato molta popolarità: ti aspettavi tutto questo affetto?

“Sinceramente no! Mentre giravo, tutti i miei amici mi dicevano: guarda che dopo Un medico in famiglia avrai molta popolarità. Io non immaginavo, anche perché il mio personaggio non era proprio tipico di Un medico in famiglia, era cupo, misterioso con lati pericolosi. Faccio fatica a credere il riscontro che sto avendo. In parte ti cambia la vita, o meglio cambia la percezione che gli altri hanno del tuo lavoro. La gente mi dice: quindi tu fai l’attore! E io: sì, faccio l’attore! E allo stesso tempo ci tengo a ricordare che mi fa piacere essere ricordato per Emiliano di Un medico in famiglia, ma il mio lavoro non si ferma solo con quel personaggio. Amo questo mestiere in tutte le possibilità che offre.”

Secondo te perché la coppia di Anna ed Emiliano è così tanto amata?

“Credo che la coppia sia amata perché racconta quello che abbiamo vissuto tutti o comunque ci piace immaginare, il primo vero amore. Come pubblico ci immedesimiamo attraverso gli occhi di Anna, interpretata da Eleonora Cadeddu, una delle beniamine di questa serie. Il pubblico l’ha vista crescere e ora fare il passo da bambina a piccola donna, facendo scoperte, sacrifici e correndo rischi per amore. Poi che c’è anche qualcosa di fittizio. Emiliano non è proprio il tipico tatuatore che troviamo nella vita, è un po’ romanzato, com’è giusto che sia nelle fiction televisive. Il fatto che Anna ed Emiliano abbiano affrontato così tanti problemi e finalmente stiano insieme, credo abbia fatto centro nel cuore delle persone.”

Come ti sei trovato nel cast? Con chi hai legato di più?

“Ho legato di più con Eleonora, avendo avuto maggiormente scene con lei rispetto ad altri. E poi sia col cast tecnico che artistico mi sono trovato benissimo. E’ stato facile entrare nel gruppo perché Eleonora è stata così gentile a introdurmi in questa famiglia allargata. Ho lavorato con persone umili e professionali. Una fortuna che rende il periodo di riprese, 32 settimane, un piacere.”

C’è qualche aneddoto del set che puoi raccontarci?

“La prima volta che sono arrivato a Cinecittà dovevo girare delle scene con Eleonora. Lì ci sono gli esterni di casa Martini e quando siamo andati a vederli, io convintissimo entro dalla porta di casa Martini e dietro trovo il vuoto. C’era solo la facciata! Poi giravamo per il set e c’erano molte cose da mangiare. Quando stavo per mangiarle Eleonora mi diceva: guarda che sono lì da anni!”

Prima di entrare a far parte del cast, seguivi Un medico in famiglia?

“Sì, sì, lo vedevo. Poi l’ho perso di vista perché guardo poca televisione in generale, passo molto tempo all’aperto. Mi ricordo da piccolo lo guardavo quando c’erano Elio Germano e Pietro Sermonti. Sono arrivato alla quarta stagione.”

Tra le scene che hai girato, qual è la tua preferita?

“Le scene che preferisco sono quelle dove tutto il cast era riunito a casa Martini. Sono piacevoli, l’aria che si respirava era bella, allegra. I più piccoli avevano le insegnanti sul set e studiavano tra un take e l’altro. Mi ricordo specialmente l’ultima scena, quella finale in cui è nato il bambino, Carlo. Quella è stata emozionante, molto toccante.”

Farai parte della nona stagione di Un medico in famiglia?

“Sì, farò parte del cast della nona stagione. E’ ufficiale e la conferma definitiva arriverà a fine Luglio. Poi sono stati confermati anche Lino Banfi e Margot Sikabonyi. Eleonora ed io ci saremo, ma non ho la più pallida idea di cosa accadrà ad Anna ed Emiliano, o in che quantità saranno presenti. A dire il vero c’è stato un momento in cui Eleonora ed io non dovevamo prendere parte alla serie, perché lei avrà gli esami di maturità e giustamente deve dare priorità alla scuola.”

Quali ruoli ti piacerebbe interpretare? 

“A me piace variare, poi ogni personaggio mi aiuta a crescere e a ricercare. Personalmente molto dipende dalla storia che proviamo a raccontare. Sicuramente non sono interessato ad interpretare la stessa tipologia di ruolo per tutta la vita, lo troverei noioso. Per esempio adesso, oltre a Un medico in famiglia, sto lavorando ad altri due progetti. Uno è un cortometraggio che girerò in Germania ad Agosto, in cui interpreto un ragazzo italiano che si trasferisce in Germania a causa della crisi e va a lavorare in un ospizio per anziani, dove lega con un signore affetto dall’Alzheimer. Si creerà un rapporto che cambierà il modo di vivere di questo ragazzo. Poi preparo un altro progetto a teatro. A Ottobre e Novembre porteremo in scena Hospitality Suite, scritto da Roger Rueff e poi adatto a film, con titolo The Big Kahuna. La storia tratta di tre venditori di lubrificanti che s’incontrano in una suite di un albergo, dove devono organizzare un importante evento per chiudere un contratto da milioni di dollari. Il personaggio che interpreto è un giovane talentuoso, preso totalmente dalla religione cattolica e dalla sua fede in Dio.”

Con quali attori vorresti lavorare?

“In Italia primo tra tutti Toni Servillo, poi Marco d’Amore, l’attore che ha fatto Una vita tranquilla, Elio Germano, Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino. A livello internazionale, invece, Daniel Day Lewis, Sean Penn, Meryl Streep.”

Se non fossi diventato attore cosa avresti fatto?

“C’è stato un periodo in cui fantasticavo di voler fare il direttore d’orchestra, mi piace molto la musica. Se non fossi diventato attore, magari avrei aperto una scuola di surf! Sicuramente non un lavoro rinchiuso in ufficio, non ce la farei. Qualcosa all’aperto e a contatto con la natura!”

Su Facebook ci sono tante pagine dedicate a te ed Eleonora Cadeddu: che rapporto hai con i social network?

“Io viaggio molto, ho vissuto all’estero e Facebook o Skype mi permettevano di comunicare facilmente con famiglia e amici. Allo stesso tempo, però, i social network sono diventati pericolosi. Per esempio i cellulare, che si sono trasformati in dei computer portatili. Bisogna stare attenti, penso che se utilizzati con consapevolezza e attenzione, possano essere utili e possano diventare ottimi mezzi di comunicazione. Ormai siamo solo incentrati sulla velocità di trasmissione d’informazioni e abbiamo perso la bellezza di cose come scrivere una lettera. Da un lato puoi essere aggiornato su tutto tramite i social network, seguire quotidianamente le notizie, i giornalisti o le persone che ti interessano. Dall’altro c’è il rischio della privacy: io, per esempio, ho trovato persone che m’impersonavano e purtroppo qualche fan ci credeva. Sarebbe bene non utilizzare questi mezzi di comunicazione con leggerezza.”

Cosa consigli a chi vorrebbe intraprendere la carriera dell’attore?

“E’ un lavoro che va fatto con tanta passione. Fare l’attore non è solamente dire una battuta o avere le luci puntate addosso. E’ una responsabilità, solo crescendo come essere umano si può dare spessore e anima al proprio lavoro. Quello che sei è ciò che poi si vedrà sul palcoscenico o davanti alla telecamera. Io consiglio di ricercare in tutti i modi, tutti i giorni, studiare, trovare un insegnante. Essere curiosi e interessati alla vita in tutte le sue sfumature. Paragono il mestiere dell’attore, come molti, al training che fa una ballerina o un musicista: la ballerina deve allenarsi sempre, tutti i giorni, oppure perde l’elasticità. Il pianista si esercita tutti i giorni, se perdesse un solo giorno, perderebbe la velocità nelle mani. Lo stesso principio vale per gli attori. Poi, ora più che mai, puoi auto-produrti, creare progetti e girarli no-budget, per poi distribuirli gratis su internet. Tutti gli artisti hanno modo di avere un riscontro diretto e immediato sul proprio lavoro. E questa è una grande possibilità. Non ci sono scuse per non fare niente.”

 

Ringraziamo Edoardo Purgatori per la piacevole intervista e gli facciamo un grande in bocca al lupo per il suo futuro.

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