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Televisione

The Voice of Italy: quanto “costa” essere un giudice?

the-voiceLA RAI IN MEZZO ALLA BUFERA – Quanto “costa” essere un giudice a The Voice of Italy? Parecchio, almeno per le casse della Rai. Dopo la bufera che ha investito la televisione di Stato nei giorni scorsi, le indiscrezioni sui cachet dei personaggi televisivi si fanno sempre più insistenti. Anche il nuovo programma di Rai 2 è attualmente sotto attacco. E per diverse ragioni. Innanzitutto, c’è la “questione” dei diritti radiofonici concessi ad RTL, e non a Radio Rai. Una situazione che ha allarmato tutti i giornalisti, i quali avevano definito questa scelta “autolesionistica”. Ma la vera bufera pare sia arrivata in questi giorni: i cachet dei quattro giudici lascerebbero chiunque a bocca aperta. La Raffa nazionale percepirebbe ben 400 mila euro, seguita da Riccardo Cocciante con 200 mila e Piero Pelù con 75 mila euro. Chiude la classifica la più piccola di casa: la cantante Noemi si accontenterebbe di “soli” 50 mila euro. Spese pazze a casa Rai: il talent, infatti, costerebbe alla cara “mamma” 1 milione di euro a puntata. Una cifra spropositata in tempi di crisi. Ma l’azienda non ha mai fatto mistero del suo obiettivo: rilanciare Rai 2 attraverso The Voice. In questo modo (forse!) gli introiti pubblicitari dovrebbero coprire le spese aziendali.

CACHET ESORBITANTI E PROGRAMMI FLOP – La Rai non è nuova a questo genere di spese. Proprio in questi giorni, la Corte dei Conti sta facendo le pulci al cachet offerto a Bobo Vieri durante l’edizione 2011-2012 di Ballando con le stelle. 600 mila euro lo “stipendio” percepito dall’ex calciatore per muovere quattro passi, anche se la Rai si difende dichiarando che Vieri ha incassato “solo” 450 mila euro. A difesa del programma era intervenuta anche Milly Carlucci, conduttrice e direttore artistico dello show: “Siamo uno show che vive di star– aveva dichiarato a Libero-. Non è solo questione di  ascolti. Bisogna vendere un prodotto. La Sipra prima di vendere la  pubblicità chiede: chi c’è a Ballando? Non utilizziamo un  euro dal canone. È facile attaccarci. Ma se guardiamo dietro  alle cose capiamo che sono mondi che danno da mangiare a tante personeBallando porta soldi, fa cassa: telepromozioni, pubblicità, iniziative  commerciali. Tutto questo va nella busta paga dei lavoratori Rai, che  non campano solo con il canone. I quindicimila operai della Rai chi li  mantiene“? Ai posteri l’ardua sentenza.

THE VOICE AL CENTRO DELLE POLEMICHE – Il nuovo talent show di Rai 2, The Voice of Italy, è sulla bocca di tutti. Non solo per lo spettacolo divertente e per le ugole d’oro. I giudici del programma costerebbero più del dovuto alle casse aziendali: Raffaelle Carrà percepirebbe 400 mila euro, Riccardo Cocciante 200 mila, Piero Pelù 75 mila e Noemi “solo” 50 mila euro. Questi sarebbero i cachet previsti per tutte le 10 puntate. Facendo un po’ di conti in tasca a “mamma Rai”, si scopre che il talent che dovrebbe rilanciare Rai 2 costerebbe 1 milione di euro a puntata. Alla faccia della tanto declamata spending review del Direttore Generale Luigi Gubitosi.

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