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Sanremo, Alessandro Siani e la battuta al bambino: è polemica

Sanremo-siani-bambinoAlessandro Siani comico a Sanremo, la battuta scortese: è polemica

Durante la diretta del Festival di Sanremo andato in onda ieri sera su Rai 1, il comico Alessandro Siani ha intrattenuto il pubblico con un siparietto di un quarto d’ora. Entrato in scena accompagnato dagli applausi del pubblico, ha subito scatenato la polemica. Siani ha congelato l’atmosfera dell’Ariston con una battuta scortese, riferendosi ad un bambino in prima fila: “Ma ci entri nella poltrona? Da lontano mi sembravi una comitiva.”. All’Ariston, il pubblico ha deviato l’attenzione con un fragoroso applauso, ma il web è impazzito: è subito polemica su Twitter e Facebook. Le critiche che Siani ha ricevuto in pochi minuti sono numerosissime: “Siani per me si deve vergognare.”, è solo un esempio. Un amico di Siani è intervenuto postando una foto del bambino e Siani, facendo capire che non c’è nessuna tensione. Contrariamente a quelle che si pensava inizialmente, il bambino non ha recitato insieme a Siani nel film “Si accettano miracoli”. A smentire la partecipazione del  bambino al film è Cattleya attraverso le pagine di Vanity Fair. La foto postata dall’amico, ha tranquillizzato il pubblico, ma solo in parte. Da quel momento sono molti i tweet in favore di Siani: “A me Siani fa ridere. Senza volgarità e parolacce. Un grande.”

Sanremo, Alessandro Siani: la ripresa in grande stile

Dopo la battuta che ha lasciato il pubblico perplesso, Siani recupera il controllo della situazione con un commovente omaggio a Pino Daniele, sulle note della canzone “Quando”: “Io conosco un artista che ha amato la sua terra e dalla sua terra è stato amato. Alla fine l’amore è biglietto di andata e ritorno, quello che dai ricevi. Il mio ricordo va a Pino Daniele.”. Ma il vero applauso se l’è meritato una volta dietro le quinte, quando Carlo Conti ha annunciato che Siani ha deciso di devolvere il suo cachet all’ospedale Santobono di Napoli e all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. La decisione era stata già presa prima dell’esibizione, quindi nulla di costruito per rimediare alla gaffe, parola del grande Carlo Conti.

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