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Rubati in casa di Amy Winehouse effetti personali e canzoni inedite.

Che dopo la sua morte siano schizzate le vendite dei suoi album, questo era abbastanza prevedibile, la legge dello show business è così, ma che si arrivasse a rubare in casa di Amy Winehouse questo era impensabile.

Una scultura di un artista italiano Marco Perego ritraeva, nel 2008,  Amy Winehouse morta, colpita da un proiettile: sapete come si chiamava la scultura? “Una rockstar vale più da morta che da viva”.

La profetica opera ha avuto proprio ragione. Dopo la scomparsa della Winehouse si sono moltiplicati i messaggi di apprezzamento per questa artista fragile e tormentata e le vendite dei suoi dischi. Ciò che non si sarebbe mai potuto prevedere è che qualcuno le svaligiasse la casa, proprio così.

Sono stati portati via testi ed effetti personali e canzoni inedite. Il padre Mitch è furioso e anche la casa discografica non sa come comportarsi. Sarebbero in tutto venti le persone che hanno avuto accesso all’abitazione di Amy Winehouse dal 23 luglio, giorno della sua morte. E’ triste constatare come quest’artista bisognosa di aiuto in vita e lasciata completamente sola, abbia subito un ulteriore oltraggio anche dopo la sua morte. Cosa non si fa per i soldi: anche derubare la memoria di una persona morta.

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